Napster più veloce di Pressplay e MusicNet: accordo raggiunto con gli editori

Napster più veloce di Pressplay e MusicNet: accordo raggiunto con gli editori
Le firme definitive in calce al contratto devono ancora essere apposte, ma – se andrà a buon fine – l’accordo tra il sito di “file sharing” e gli editori musicali cancellerà ogni pendenza legale tra le parti e segnerà un passo fondamentale verso il lancio del più volte annunciato “Napster legale”.
Alla Harry Fox Agency (il braccio esecutivo dell’associazione di categoria degli editori americani, National Music Publishers’ Association) la società di Shawn Fanning intende concedere un terzo delle royalty destinate ai detentori dei copyright musicali, una quota cioè superiore a quella in uso nel business tradizionale (i restanti due terzi andranno alle case discografiche): più precisamente, Napster ha accettato di pagare agli editori musicali 26 milioni di dollari (54,3 miliardi di lire circa) a titolo di risarcimento per le violazioni di copyright commesse in passato e altri 10 (quasi 21 miliardi) come anticipo in cambio del diritto di utilizzare in futuro il repertorio tutelato dall’associazione. Condizioni onerose, secondo diversi osservatori, ma che, nelle parole dell’amministratore delegato di Napster Konrad Hilbers, non mettono a repentaglio la capacità di profitto della Web company californiana: “Non è stato un accordo affrettato”, ha detto Hilbers, “e siamo in grado di fare fronte all’impegno senza compromettere il nostro business”.
Appianata la situazione con gli editori, resta da risolvere, per Napster, il conflitto tuttora in corso con le case discografiche, senza le cui liberatorie il nuovo servizio a pagamento non potrà partire. Hilbers si dice tuttavia fiducioso e promette l’entrata in funzione del sistema entro fine anno, con l’obiettivo di raccogliere uno o due milioni di abbonamenti nei primi due anni di attività (nel suo momento di massimo fulgore, il Napster in versione gratuita toccò l’apice di 90 milioni di utenti, vedi news).
Una sfida non facile, ma bisogna aggiungere che Napster è stato più rapido delle major nel raggiungere un accordo con gli editori. Prima di debuttare in rete, le piattaforme di distribuzione musicale on-line gestite direttamente dalle case discografiche, MusicNet e Pressplay, dovranno a loro volta risolvere la questione delle royalty dovute alla National Music Publishers’ Association.
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