Martin Mills (Beggars): 'Con una major dominante, niente più Prodigy o Oasis'

Dimenticatevi artisti freschi, innovativi e originali, se la fusione tra le major discografiche Universal ed EMI dovesse andare in porto.

Lo ribadisce, in un'intervista concessa al Sunday Telegraph, Martin Mills, fondatore e presidente del gruppo indipendente Beggars Group. La tesi del discografico inglese è che il merger rischierebbe di creare "un mercato musicale assestato al suo minimo comun denominatore": in altre parole, un ambiente in cui una società che controlla una quota di mercato del 50 per cento toglierebbe spazio vitale agli artisti emergenti e di nicchia.

"Quando un attore  ha la capacità di dominare il mercato in questo modo", sostiene Mills, "diventa difficile entrarvi per chiunque altro.  Per gli artisti meno mainstream si comprime lo spazio a disposizione negli scaffali dei negozi e sulle copertine delle riviste. La promozione è il vero ossigeno delle vendite, e se altri artisti e altre etichette non riescono a procurarsi un'esposizione mediatica finiranno per soffrire il confronto".

"Pensate a gente come Elvis Presley, i Prodigy o gli Oasis", aggiunge il proprietario del Beggars Group. "Provenivano tutti da etichette minuscole, e tutti avevano qualcosa di stupefacente. Il mercato era abbastanza aperto, allora, da permettergli di sbocciare e di fiorire. Questo accordo (tra Universal ed EMI) va nella direzione contraria".  

In qualità di consigliere di Impala, Mills ha avuto un ruolo attivo nell'invocare alle autorità antitrusti il blocco della fusione tra Universal ed EMI (la Commissione Europea si esprimerà in merito entro l'8 agosto): le organizzazioni delle indies sostengono che l'operazione  ridurrebbe la concorrenza a danno non solo delle imprese sdel settore ma degli stessi consumatori.  

Al Beggars Group fa capo anche  l'etichetta XL Recordings, che in Europa pubblica i dischi di Adele. Proprio grazie agli straordinari exploit della giovane cantante inglese, ricorda il Sunday Telegraph,  le indies nel Regno Unito hanno venduto complessivamente 23,5 milioni di copie  nel corso del 2011, classificandosi alle spalle di Universal (30,9 milioni di copie) ma decisamente davanti alla seconda major Sony Music (18,2 milioni di copie).
 
 

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