NEWS   |   Italia / 16/04/2012

Live@Rockol: gli Afterhours suonano 'Padania' e 'Male di miele' in redazione

Live@Rockol: gli Afterhours suonano 'Padania' e 'Male di miele' in redazione

"'Padania' è un titolo volutamente provocatorio che è nato ancor prima del disco. Non c'è un'altra parola che ha una componente così potente, politica e negativa. Volevamo parlare di uno stato interiore che non esiste, che non è geografico ma che è uno stato della mente, proprio come la Padania": questa frase, detta da Manuel Agnelli, non poteva riassumere al meglio il concept che si cela dietro il nuovo album degli Afterhours dal titolo "Padania". La band meneghina ha presentato il disco alla stampa la scorsa settimana, e Agnelli, accompagnato dal batterista Giorgio Prette, è passato in redazione a raccontarci come è nata questa ultima fatica in studio. Oltre alla video intervista che abbiamo pubblicato qualche giorno fa, vi mostriamo ora due video nei quali Manuel Agnelli, chitarra e voce, suona dal vivo il primo singolo estratto dal nuovo disco, e un'altra canzone che ha fatto la storia degli Afterhours.
Qui l'esecuzione in acustico a Rockol del singolo "Padania":

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Di seguito invece, Agnelli ci regala una versione inedita, quanto inaspettata, di uno dei brani più storici degli After, "Male di miele", tratta da "Hai paura del buio?" del 1997:

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"Per lavorare a questo disco", ha raccontato Giorgio Prette a Rockol, "Ci siamo sbizzarriti nel lavoro di composizione dal punto di vista musicale, abbiamo radicalmente cambiato il modo di lavorare. I dischi precedenti venivano registrati per la maggior parte live in studio, questa volta invece abbiamo voluto ribaltare il metodo e ognuno ha lavorato sui pezzi per conto proprio". "Abbiamo lavorato separatamente, in modo da non influenzarci l'uno con l'altro", ha aggiunto Agnelli, "Quando lavori in team è molto divertente ma ti viene anche da suonare cose che sai che funzionano e sei condizionato da quello che già sei e già sai. C'è la preoccupazione a volte che se azzardi qualcosa di strano, magari con la voce, gli altri si mettano a ridere e lo stesso vale per loro: se sento una cosa di batteria che suona diversa dal solito magari l'istinto è di rompere le scatole. Io mi sono registrato le voci da solo, aiutato dal preziosissimo Tommaso Colliva, e mi sono fatto un settaggio di voci provando a fare dei cantati e dei vocalizzi che altrimenti non avrei mai provato a fare. Questo ci ha lasciato un enorme libertà creatività anche se la paura era quella che di trovarci poi ad avere materiale completamente diverso. Questi pensieri sono stati spazzati via immediatamente, il concept di 'Padania' era troppo forte e sapevamo che tutto si sarebbe compattato a meraviglia".

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