Vasco Rossi, su Facebook attacchi a Pelù, Baglioni e Minghi

Vasco Rossi, su Facebook attacchi a Pelù, Baglioni e Minghi

(Ultimo aggiornamento: ore 23:30) In una lunga confessione pubblicata sulla propria pagina di Facebook e intitolata "L'altra biografia (parte prima)" Vasco Rossi è tornato sull'annosa questione riguardante simpatie e antipatie tra colleghi cantanti. " E’ vero che, almeno in teoria, gli artisti non entrano mai realmente in competizione tra loro, per la semplice ragione che la creazione artistica, per definizione, è la risultante di un profondo e tumultuoso processo interiore, personale, sofferto, intimo, in grado quindi di generare, ogni volta, qualcosa di esclusivo e di unico nel suo genere: qualcosa di non confrontabile, logicamente", premette il rocker di Zocca, che tuttavia continua: "Cosa fai, allora, quando incontri un cantante che consideri un perfetto imbecille per le cose che canta? Quando ti trovi di fianco ad uno che, secondo te, dovrebbe andare a zappare la terra, piuttosto che continuare a frignare stupide canzoni che sono tutte la stessa lagna?". Ed il primo ad attirarsi gli strali del Komandante è Claudio Baglioni: "Quando incontri un Baglioni, insomma, che per te impersona… che per te è l’emblema… delle musichette da sala d’attesa… Con testi che non raggiungono neanche il livello dei peggiori discorsi sul più e sul meno, infarciti dei soliti luoghi comuni, come quelli che si fanno per ammazzare il tempo quando si sta in fila alle Poste o che fanno tra loro le signore dal parrucchiere durante una messa in piega…  Lo hai conosciuto agli inizi della sua carriera, quando sembrava la brutta copia di Battisti". Il cantautore romano non è il solo a non conquistare i favori del Blasco: "E cosa vuoi fare, dicevo, quando ti ritrovi seduto di fianco ad un tal 'Wolfang Amadeus Minghi' (il soprannome è mio) che sembra talmente soddisfatto di sé e delle sue canzoni tristi e lagnose?".

Nemmeno i Litfiba riescono a schivare il sarcasmo del rocker emiliano: "Pelù (…) pensi che ancora non hai capito se canta per scherzo e fa del rock per caso, o se in fondo si diverte soltanto… per sesso! Certo non hai ancora capito nemmeno un suo testo. Tutti quegli ululati poco funzionali e tutte quelle gratuite distorsioni vocali continue, che sottomettono il significato delle parole al solo fine dello spettacolo e della recitazione, sono tanto lontani dalla tua concezione di 'canzone' e di 'musica rock' che finisce che uno come lui, poi… ti sembra un ufo".

Non mancano, nel post, gli attestati di stima a colleghi come Gianluca Grignani ("un talento un po’ sbruffone che ti vuole sfidare, e quindi che devi un po’ 'domare'", riferendosi agli esordi del cantautore lombardo) o Zucchero ("Dischi pieni di splendide ed orecchiabili… e travolgenti musiche, complete di arrangiamenti davvero ben confezionati"). Subito dopo, tuttavia, è ancora Baglioni a tornare al centro del discorso: "Ad un certo punto, mi ricordo, arrivò pure il 'Baglioni da stadio', che regolarmente ti batteva negli incassi per un pelo. E volava sulle ali dell’affetto della gente mentre ….avesse avuto la tua reputazione!! Finché il divino Claudio commise un grave errore… 
Amnesty International organizzava un festival rock coi miti internazionali. Io avevo offerto la mia disponibilità a partecipare, come rappresentante italiano, e la cosa pareva stesse andando in porto, quando Baglioni scese dal Cielo e offrì Sua disponibilità. Così Blasco Rossi, lo scomodo e imbarazzante personaggio, fu immediatamente messo da parte, per poi essere escluso: venne accolta invece a braccia aperte la notizia della Sua partecipazione. Stampa e critica italiane spalancarono subito le porte al beniamino delle italiche mamme, al punto di riferimento delle spose giovani e bianche, all’ottimo esempio per tutte le brave ragazze, al supporto nazionale per i discorsi sul tempo che si devono fare per forza durante l’attesa alle Poste o dal parrucchiere.
Effettivamente, lui era la perfetta rappresentazione dell’ ideale del bravo ragazzo: pulito, bello e sano.  L’unico problema, pensavo io, era che lui che non c’entrava niente con i gruppi rock feroci come quelli di Springsteen ed altri. Ma lui, completamente in preda a se stesso, lui non c’ha mica pensato! E così, quando fece la sua apparizione su quel palco, venne massacrato da un pubblico che non lo riconosceva, che non lo voleva, che non lo stimava e che non lo apprezzava. Il pubblico si espresse a suon di lanci di bottiglie, di lattine e di insulti (cosa che a lui non era mai capitata); lui fu costretto a fuggire dal palco, e la cosa lo scioccò a tal punto che sparì per anni dalla circolazione. Povero lui, abituato da sempre a esibirsi solo davanti a persone che già lo adoravano per le sue canzoni; povero lui, che aveva sempre conosciuto soltanto l’esperienza di salire su un palco per accontentare e soddisfare un pubblico già conquistato, che già lo stava aspettando, a cui bastava anche solo vederlo da vicino per acclamarlo…
Da quella volta, non si esibì più dal vivo per oltre dieci anni. Ricominciò timidamente dal balcone di casa sua con un concerto per il suo vecchio cortile… Poi ne fece uno su un camion, ed infine riprese il coraggio di riaffrontare il pubblico in un Palasport.
Non posso dire di avere sofferto per lui. Anzi, parliamoci chiaro: fui contento che la sua arroganza e il suo delirio di onnipotenza fossero stati ridimensionati in quel modo".


Qualche ora dopo, sempre sulla pagina Facebook di Vasco Rossi, è apparso un altro messaggio a corollario del post "L'altra biografia (Prima parte)": "Per quelli interessati ai miei gusti musicali e ai polveroni tra me e Baglioni comunico che il Divino Claudio (che come persona considero squisita) l'ho già chiamato ci siamo già chiariti. Anche lui ha le sue opinioni su di me ma è molto più educato e non le dice".  

Dall'archivio di Rockol - A San Siro con Vasco: backstage e fronte del palco
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