NEWS   |   Industria / 10/04/2012

Jimmy Iovine: 'I servizi di streaming? Sono culturalmente inadeguati'

Jimmy Iovine: 'I servizi di streaming? Sono culturalmente inadeguati'

Spotify, Muve, Rdio, Rhapsody? No, grazie. Per Jimmy Iovine, celebre talent scout, produttore discografico, audiofilo e presidente del gruppo di etichette Interscope Geffen A&M Records per conto di Universal Music, "la musica online in abbonamento, oggi, è ancora culturalmente inadeguata". Iovine lo ha dichiarato in un'intervista al San Francisco Chronicle, sostenendo che i servizi di streaming "hanno bisogno di sensazioni. Hanno bisogno di cultura. Quel che la Apple ha saputo fare per il mondo del download è molto, molto buono. Ma la musica in abbonamento ha ancora un grosso buco da colmare, e al momento non è soddisfacente".


Poiché da qualche settimana si parla di una probabile acquisizione di MOG, servizio di streaming nato a Berkeley, da parte di Beats Electronics, la ditta di cuffie hi-fi oggi controllata al 51 per cento dal produttore di smartphone HTC e di cui Iovine è cofondatore insieme a Dr. Dre, è ragionevole pensare che il music man americano voglia dire la sua anche in questo campo. "Stiamo tenendo d'occhio il settore", ha ammesso lui stesso al Chronicle senza peraltro sbilanciarsi: "Non posso svelare il trucco magico", ha risposto Iovine al giornalista Ashlee Vance che gli chiedeva ulteriori dettagli. "Ma al momento i servizi (digitali) sono solo delle utilities . Noi guardiamo le cose nel loro complesso".