Andrea Salvetti:
'Il Festivalbar non fa miracoli ma aiuta la musica italiana'

Sarà (anzi è) prima di tutto uno spettacolo televisivo, tutto ritmo, glamour e urletti di eccitazione. Dedicherà (anzi dedica) poco, pochissimo spazio alla musica “d’autore” e di non immediato consumo. Sarà (anzi è) condannato al rituale un po’ triste del playback da insormontabili problemi tecnici e di scaletta. Resta il fatto però che il Festivalbar rimane il festival musicale più visto e seguito d’Italia. E si sa (cfr. le riflessioni sul tema affrontate a più riprese da Rockol, vedi news) che il nostro è un paese che nei confronti dei raduni musicali non ha mai mostrato grande slancio e predisposizione.
Questa sera, lunedì 17, e domani, martedì 18, il Festivalbar giunge alla trasmissione delle due serate finali, originariamente previste per la scorsa settimana e poi spostate per le modifiche ai palinsesti delle televisioni in seguiti ai tragici eventi americani.
Andrea Salvetti, figlio del “patron” Vittorio e gran timoniere della invincibile armata di Italia 1 dalla scomparsa del genitore (avvenuta quasi tre anni fa), può snocciolare con orgoglio il bilancio in cifre dell’edizione (la 38ma) appena conclusa, sabato 8 settembre, all’Arena di Verona: “Meglio di così non poteva andare”, esordisce il promoter al telefono con Rockol. “Abbiamo mantenuto uno share del 16,5 %, in media con quello dello scorso anno, e questo senza mettere in conto le due puntate della finalissima. Restiamo il programma di gran lunga più visto di Italia 1, con un’audience che supera del 60 % la media di rete. Abbiamo ‘retto’ alla grande all’assenza di un personaggio come Fiorello lanciando due presentatori, Natasha Stefanenko e Daniele Bossari, che non erano mai stati protagonisti principali di uno show in prime time. E le due doppie compilation legate alla manifestazione hanno tenuto fede alle attese: siamo già a 650 mila copie complessive, e i risultati dello scorso anno (689 mila copie) sono decisamente a portata di mano”.
Ma quello che più sembra premere a Salvetti è il ruolo giocato nel lancio di giovani talenti. “Ne abbiamo ospitati quattro, il doppio dello scorso anno, nella serata finale: Valeria Rossi, Neffa, Velvet e Delta V. E per la Rossi l'apparizione a Taormina è stata la prima apparizione in TV in assoluto: abbiamo dovuto addirittura ingaggiare due figuranti locali per crearle attorno un minimo di spettacolo. Abbiamo avuto il giusto mix di novità e artisti di successo. Vasco Rossi, Raf, Irene Grandi, 883 e Pino Daniele sono stati nostri ospiti fissi, Zucchero è venuto all’ultima puntata. E siamo onorati del fatto che grandi artisti internazionali come Elton John, Cranberries e Kylie Minogue abbiano scelto proprio il Festivalbar per presentare i loro nuovi dischi in anteprima mondiale”.
Qualcuno, tra i discografici, accusa Salvetti di appiattire troppo la scelta del cast sull’airplay radiofonico (e in effetti gli esordienti saliti sul palco dell’Arena di Verona sono gli stessi che dominano da settimane le classifiche del Music Control…), ma Salvetti rivendica l’autonomia delle sue scelte: “Mi faccio guidare in primo luogo dai miei gusti e dalle mie emozioni. Personalmente, per esempio, non amo il pop troppo melodico, e per questo al Festivalbar vedrete raramente cantanti di questo genere, anche se magari riscuotono un grande successo di vendite. Poi, tutto dipende dalla qualità della canzone: se il pezzo non mi convince, sono anche capace di rinunciare ad artisti che stimo”.
Ma come si sente Salvetti nel ruolo di “salvatore della patria”, in momenti di crisi del mercato musicale come questi? “L’importante è che non si chieda al Festivalbar di fare miracoli, quando alle spalle non c’è un progetto artistico di valore. Personaggi di quel genere, mio padre li chiamava ‘discografici all’amatriciana’: ce n’è ancora qualcuno in circolazione, ma per fortuna quell’atteggiamento sta scomparendo”.
Segui Rockol su Instagram per non perderti le notizie più importanti!
Scheda artista Tour&Concerti Testi

© 2020 Riproduzione riservata. Rockol.com S.r.l.
Policy uso immagini

Rockol

  • Utilizza solo immagini e fotografie rese disponibili a fini promozionali (“for press use”) da case discografiche, agenti di artisti e uffici stampa.
  • Usa le immagini per finalità di critica ed esercizio del diritto di cronaca, in modalità degradata conforme alle prescrizioni della legge sul diritto d'autore, utilizzate ad esclusivo corredo dei propri contenuti informativi.
  • Accetta solo fotografie non esclusive, destinate a utilizzo su testate e, in generale, quelle libere da diritti.
  • Pubblica immagini fotografiche dal vivo concesse in utilizzo da fotografi dei quali viene riportato il copyright.
  • È disponibile a corrispondere all'avente diritto un equo compenso in caso di pubblicazione di fotografie il cui autore sia, all'atto della pubblicazione, ignoto.

Segnalazioni

Vogliate segnalarci immediatamente la eventuali presenza di immagini non rientranti nelle fattispecie di cui sopra, per una nostra rapida valutazione e, ove confermato l’improprio utilizzo, per una immediata rimozione.