NEWS   |   Industria / 06/04/2012

20 anni di CNI: 'Siamo l'opposto di X Factor, cerchiamo l'identità nazionale'

20 anni di CNI: 'Siamo l'opposto di X Factor, cerchiamo l'identità nazionale'

La taranta salentina e le musiche che hanno origine nel Sud del Mondo? L'approccio "a 360 gradi" al mercato musicale? Il passaparola e la crescita "organica" degli artisti? Tutte cose tornate d'attualità, ma c'è chi le fa da vent'anni. Come CNI - Compagnia Nuove Indye, che dietro quel nome esotico evocante un antico passato coloniale è dal 1992 lo specchio della filosofia imprenditoriale e culturale di un indipendente dal background major, Paolo Dossena: allora cinquantenne, alle spalle una carriera a cavallo tra Roma e Parigi, piccole società indipendenti e la grande RCA di Ennio Melis, Riccardo Cocciante (una sua scoperta), Luigi Tenco (che accompagnò in quell'ultimo, maledetto Festival di Sanremo del '67) e il famoso "cenacolo" dei cantautori romani.


 "Quelle esperienze", racconta oggi, "mi hanno insegnato molto. Ma negli anni '80 cominciavo a non sopportare la preponderanza del 'look' e della promozione televisiva, quel sistema che imponeva di creare prodotti e artisti a tavolino, costruendogli intorno i testi, gli arrangiamenti e l'immagine 'giusta'. Mi ribellai, cominciai a cercare nuove strade. Non avevo modelli in mente, la vicinanza alla Real World di Peter Gabriel è una cosa di cui mi sono accorto a posteriori. La mia motivazione era la stanchezza nei confronti di una musica che ritenevo troppo colonizzata,  culturalmente subordinata, priva di creatività.  Mi accorsi che, nella musica come nell'arte, l'Italia è un Paese ricco di fermenti creativi e regionalmente differenziato.  Cominciai a scovare ciò che a livello locale già esisteva e otteneva riscontri. Musiche che rappresentassero qualcosa e avessero un contenuto. Allora, nei primi anni '90, c'era chi cominciava a recuperare con orgoglio la sua identità culturale, le sue radici. Ed ebbi anche  la fortuna di fare incontri illuminanti: una sera, a Napoli, mi trovai in un locale dove si esibivano  gli Almamegretta. Era evidente che avevano un grande potenziale: allora capii che la mia nuova strada poteva consistere nell'offrire ad artisti  interessanti gli strumenti per progredire e farsi conoscere da un pubblico più ampio".


Oggi, vent'anni dopo e con Dossena ancora in piena attività nel ruolo di general manager, la CNI è ancora lì. Con seicento titoli in catalogo, un tragitto che dall'ambient folk degli Agricantus porta all'electro-rock di Carlotta Proietti. E' cambiato l'approccio, sono cambiati gli obiettivi? "In realtà no", sostiene Massimo Bonelli, trentasettenne direttore artistico in azienda dal 2001, oggi socio e spalla di Dossena. "Diciamo piuttosto che l'idea di partenza si è allargata al concetto di musica popolare in senso lato. La Proietti è una cantautrice con influenze internazionali ma molto italiana nella scrittura.  Dunque in linea con la nostra filosofia, che è ancora quella di rifiutare l'omologazione anglofona imposta dall'alto. Il nostro baricentro è sempre stato spostato verso il Mediterraneo: siamo sempre molto attenti a tutto ciò che arriva dal Sud Italia ma anche dal Nord Africa , in questa fase culturalmente vivace e interessante. Ce lo consente anche l'evoluzione del mercato, perché dopo l'epoca delle multinazionali, dei grandi budget e dei videoclip grazie a Internet la musica sta tornando gradualmente verso la 'base', consentendo agli utenti una maggiore  indipendenza nelle scelte".  Sicuramente un'opportunità, per chi non è abituato a godere di appoggi in radio e in televisione... "Infatti.  Le voci 'assolutiste' che dettavano tempi e gusti si sono attenuate, è aumentata l'indipendenza".

E la diversità, in questo scenario, paga: "La crisi è durissima, anche per noi.  Eppure non abbiamo visto calare le quantità vendute: il nuovo disco di Enzo Avitabile 'Black tarantella', new entry delle classifiche al trentesimo posto, sta vendendo quanto quelli di artisti molto più conosciuti di lui.   Uscito il 20 marzo, l'album è stato  distribuito in cinquemila copie che ci risultano già vendute. Lo stiamo promuovendo anche all'estero:  abbiamo sempre guardato ai mercati internazionali, oggi lo facciamo con ancora maggiore impegno. I problemi? Sono quelli di tutti: la stretta creditizia delle banche,  le difficoltà e i ritardi nei pagamenti da parte dei clienti...". Che CNI serve direttamente, attraverso una rete distributiva che negli ultimi anni si è rafforzata. "Copriamo tutta Italia, abbiamo rapporti con alcuni grossisti e con 200-300 negozi che forniamo direttamente".

E' uno degli elementi cardine dell'approccio a 360 gradi e "multirights" di CNI, che non significa solo etichetta discografica e distribuzione ma anche edizioni, management, concerti. "E' stata questa, credo, la chiave vincente della CNI: vent'anni fa Dossena l'aveva già ideata così", riflette Bonelli. "Live ed edizioni, oggi, sono punti forti: ci capita sempre più spesso di fare sincronizzazioni su film e pubblicità che generano rientri editoriali interessanti. E gestendo il management di un artista come Mimmo Cavallaro, che nel Sud Italia fa 80-100 date all'anno, riusciamo a rientrare degli investimenti che facciamo su altri fronti. E' un equilibrio a volte precario, ma che ci ha permesso di uscire rapidamente dalla crisi. Negli ultimi due anni abbiamo fatto passi importanti, abbiamo spinto sull'acceleratore quando tutto consigliava di stare fermi.  Siamo anche entrati nel circuito di alcuni festival ed eventi importanti in Calabria e in Campania: da lì sono nate altre collaborazioni artistiche, progetti di festival itineranti che ci hanno dato nuova visibilità presso gli addetti ai lavori facendo capire a tutti che siamo vivi e vegeti. Ovviamente siamo anche sui social network e sul digitale, da poco abbiamo un profilo Facebook, abbiamo un contratto diretto con iTunes per tutto il mondo e con Believe Digital per le altre piattaforme di vendita, gestiamo tre siti Internet e uno store che vende prodotti fisici: perché molto del nostro pubblico richiede ancora il cd e noi stessi coltiviamo il gusto per l'oggetto". Investimenti significano anche costi... "Siamo diventati più selettivi sui progetti. Il nostro roster attuale comprende essenzialmente Enzo Avitabile, tornato con noi dopo un periodo da indipendente con Il Manifesto, Roberta Alloisio, vincitrice di una Targa Tenco, Carlotta Proietti, il TarantProject di Mimmo Cavallaro e Cosimo Papandrea e Noureddine con l'Orchestra della Primavera Araba, un artista storico della CNI". E poi c'è quel ricco catalogo... "Con diversi sempreverdi", sottolinea Bonelli. " 'Comu na petra' dei Sud Sound System, per esempio, continua a vendere regolarmente come se fosse uscito ieri. Dalla data di pubblicazione negli anni Novanta è già andato in ristampa 15 o 20 volte.  E continuano a essere richiesti anche i vecchi dischi degli Agricantus e degli Almamegretta, i primi di Avitabile che stiamo ristampando.  Il trend è di spingere sempre in direzione della riqualificazione della musica nazionale. Sentiamo l'esigenza di trovare un modo italiano di fare musica, ci  sentiamo tuttora in controtendenza,ma c'è un pubblico che  vuole riscoprire la tradizione contaminata con la modernità".


"E' quella, ancora oggi, la nostra bandiera", conferma Dossena.  "Il 'male', per noi,  sono X Factor, sono le cover band. Quella è la strada da cui stiamo lontani".