NEWS   |   Italia / 30/03/2012

The Observer 2012: l'intervista a Lo Stato Sociale

The Observer 2012: l'intervista a Lo Stato Sociale

Come di consueto, per salutare l'artista o la band che The Obsever ha ospitato per tre settimane, l'ultimo appuntamento è quello dedicato all'intervista. Questo venerdì salutiamo Lo Stato Sociale che ci ha tenuto compagnia con i brani del suo primo Lp dal titolo "Turisti della democrazia", un album provocatorio, schietto, che strizza l'occhiolino alle ovvietà, ma che si è confermato un'ottima prima prova in studio: "La realizzazione dell'album è avvenuta molto naturalmente", spiega la band a Rockol, "attraverso un percorso lungo e divertente fatto da più di centocinquanta date sempre più piene e più pregne di esperienza e confronto umano con tutte le persone che abbiamo incontrato e che ci hanno fatto crescere e capire che strada prendere per parlare davvero di loro, cioè di noi. Alla fine del tour di 'Amore ai tempi dell'Ikea' il disco esisteva già, era una raccolta di canzoni nate dall'inizio del nostro viaggio e credo costituisca una fotografia del nostro percorso fino ad adesso. Poi di giorno in giorno si sono affiancate a noi persone capaci di mettere in musica quelle che per noi erano idee. E' un disco frutto della botta, dei chilometri e soprattutto dell'amicizia".
Prima di "Turisti della democrazia", la band aveva già pubblicato due Ep tra cui "Amore ai tempi dell'Ikea" che ha richiamato l'attenzione su di loro. All'interno del nuovo disco è presente anche il brano che dà il titolo all'Ep, mentre i veri inediti del disco sono altri: "I brani mai pubblicati in nessun formato prima del disco sono pochi: 'Mi sono rotto il cazzo', 'Vado al mare', 'Ladro di cuori col bruco', 'Quello che le donne dicono' e 'Seggiovia sull'oceano'. 'Amore ai tempi dell'Ikea' era la title track del precedente Ep mentre 'Pop', che qui è riarrangiata, era nel primo Ep 'Welfare Pop'. 'Cromosomi', 'Maiale', 'Sono così indie' e 'Abbiamo vinto la guerra' sono uscite in digitale negli ultimi due anni e a parte l'ultima sono state riarrangiate per l'occasione. In generale siamo molto lenti a registrare e molto veloci ad inserire inediti nelle scalette sempre improvvisate dei concerti".

Lo Stato Sociale nelle loro canzoni parlano d'amore e di amicizia, ma spesso irridono ciò che li circonda, senza risparmiare nessuno, dai colleghi ai giornalisti, dalla gente comune ai figli di papà. Durante l'intervista abbiamo chiesto alla band cosa ne pensasse di un fenomeno musicale come quello de I Cani (nel 2011 acclamato da stampa, critica e pubblico, sulla bocca e nelle orecchie di tutti ancor prima che uscisse il disco) e se loro stessi fossero davvero così diversi da quello che denunciano in canzoni come "Sono così indie" e "Mi sono rotto il cazzo". Qui la risposta onesta e più che soddisfacente de Lo Stato Sociale: "Quello che ci sta capitando è forse più grande del valore oggettivo di ciò che scriviamo e facciamo. Le radio nazionali che pompano i pezzi prima dell'uscita del disco, singoli da 100.000 clic in un mese e concerti pieni con la fila fuori sono risultati giunti subito dopo l'uscita del disco e al di là delle nostre aspettative, soprattutto considerando che siamo forse il primo gruppo ed essere passato da Internet alla stampa generalista come La Repubblica, L'Unità, Il Fatto Quotidiano, la Rai ecc. senza aver avuto grande esposizione sui giornali di settore. Questo non è un ottimo segnale per i periodici musicali specializzati, da la prova che con la libertà della rete non sono più in grado di fare e disfare nulla. Magari se ne accorgeranno e apriranno gli occhi sul mondo, magari no e si lamenteranno che non vendono più copie di giornale. Per quel che riguarda I Cani credo che i suoi pezzi abbiamo la capacità di intercettare una sensibilità comune e che sarebbero arrivati comunque dove sono, magari in tempi più fisiologici, con una crescita più profonda. Sarebbe stato bello che ai primi mille clic della sua canzone 'Pariolini' lui fosse uscito e fosse andato a suonare al baretto sotto casa. Sarebbe un autore ancora migliore adesso e avrebbe un pubblico cresciuto passo passo con lui e una profonda consapevolezza delle proprie parole. Non l'ho mai visto in concerto ma mi stupisce come tutti quelli che ripetono che dal vivo è deludente non calcolino che non c'è un percorso d'esperienza e crescita dietro al loro live. Peccato si sia prestato a questo giochino dell'hype da circuitino non facendosi vedere per un anno e assecondando l'idea dell'evento, ha perso l'occasione di fare fino in fondo vita da palco. Se pensiamo a esempi di successo duraturo nell'indipendente come Dente, Brunori Sas o gli Zen Circus parliamo di strade complesse, sudate e profondamente rispettate da tutti oltre che scaldate dall'abbraccio di un pubblico che diventa padre del progetto. Facile non arriveremo al loro livello, ma se ci pensi la nostra crescita è nel solco di quei percorsi". In bocca al lupo a Lo Stato Sociale.

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