Rockol - sezioni principali

NEWS   |   Industria / 04/09/2001

Gloria ed Emilio Estefan boicottano i Grammy latini a Los Angeles

Gloria ed Emilio Estefan boicottano i Grammy latini a Los Angeles
La diva del pop latino-americano e il marito produttore-factotum, figure simbolo della fertile scena musicale di Miami, non presenzieranno alla cerimonia di consegna dei Latin Grammys, il prossimo 11 settembre a Los Angeles, in segno di protesta nei confronti degli organizzatori dello show, che ne hanno deciso l’improvviso spostamento dalla metropoli della Florida per motivi di sicurezza (vedi news).
A darne conferma ufficiale è stato lo stesso Emilio Estefan nel corso di un’intervista al quotidiano Miami Herald, pubblicata sabato scorso (1 settembre). L’influente produttore musicale e la moglie Gloria non hanno gradito la decisione presa da Michael Greene, presidente dell’ente che organizza il premio, la National Academy of Recording Arts and Sciences (NARAS): quest’ultimo, il 20 agosto scorso (vedi news), aveva annunciato a sorpresa lo spostamento della cerimonia al Great Western Forum di Los Angeles, ritenendo di non poter garantire l’incolumità di artisti e spettatori di fronte alle annunciate manifestazioni anticastriste organizzate dai movimenti di esuli cubani in occasione dell’evento (vedi news). Un “rospo” difficile da digerire per l’amministrazione comunale, dopo i tentativi andati a vuoto (per gli stessi motivi) di allestire nella città della Florida la prima edizione della manifestazione, nonché per una comunità musicale popolosa ed influente che vanta star della musica latina come Ricky Martin e Julio Iglesias nonché una miriade di etichette discografiche e di studi di registrazione. Primi fra tutti, i coniugi Estefan, instancabili “agitatori” della scena locale: “Che i Grammy avessero luogo nella città che amiamo rappresentava per noi un sogno diventato realtà, e questo era l’unico motivo per cui avremmo partecipato quest’anno alla manifestazione” ha dichiarato al Miami Herald Emilio Estefan (candidato in quest’edizione a tre award, dopo aver conseguito il premio di “Person of the year” lo scorso anno). Il produttore ha aggiunto di non avere nulla contro i Grammy o contro la comunità cubana, ma si è detto molto deluso del fatto che le cose non siano andate come previsto. Né, d’altra parte, sembra che lo scontro tra i vertici del NARAS e gli esponenti della scena musicale locale sia destinato a risolversi in tempi brevi: in un’intervista rilasciata al Los Angeles Times pubblicata il giorno prima che Estefan annunciasse il suo boicottaggio (venerdì 31 agosto), Greene lamentava un presunto clima ostile da parte delle autorità comunali di Miami, aggiungendo di essere molto dubbioso sulle possibilità di organizzare il premio nella città della Florida nel prossimo futuro. “Per fare marcia indietro, dovrebbe verificarsi una rivoluzione sismica nella guida politica della città”, ha detto senza mezzi termini il presidente della NARAS, negando anche di avere mai garantito agli anticastristi l’assenza di artisti cubani sul palco dell’American Airlines Arena, sede annunciata della manifestazione (vedi news). Secondo un portavoce dei Grammy, comunque, non sono previste esibizioni di artisti dell’isola caraibuca nel corso della serata, anche se alcuni dei candidati ai premi, come il pianista jazz Chucho Valdes, hanno fatto sapere che intendono essere presenti alla cerimonia “in rappresentanza della cultura cubana”.