Polemiche sull'Enpals: 'I soldi degli artisti pagano le pensioni pubbliche'

Polemiche sull'Enpals: 'I soldi degli artisti pagano le pensioni pubbliche'

L'avanzo di gestione maturato dall'Enpals (Ente Previdenziale dei Lavoratori dello Spettacolo), oltre 2 miliardi di euro, verrà utilizzato per coprire le perdite dell'INPDAP, l'ente di previdenza del pubblico impiego: lo ha comunicato il presidente dell'INPS Antonio Mastropasqua nel corso di un'audizione parlamentare sullo stato delle procedure di accorpamento degli enti previdenziali e sugli effetti delle recenti riforme in materia pensionistica.


"Praticamente gli artisti e i lavoratori dello spettacolo hanno lavorato e lavoreranno per pagare le laute pensioni dei dirigenti pubblici", ha commentato l'on. Fiorella Ceccacci Rubino del PDL, relatrice del provvedimento sulle tutele sociali e previdenziali dei lavoratori dello spettacolo.  "L'avanzo di gestione dell'Enpals", secondo Ceccacci, è il "risultato di una disciplina dell'AGO (Assicurazione Generale Obbligatoria) molto restrittiva che di fatto preclude a moltissimi 'artisti' e operatori del settore dello spettacolo la maturazione dei diritti previdenziali, oltre chiaramente che dell'assenza per questi lavoratori di una efficace rete di protezione sociale". "Questa enorme massa di soldi", denuncia il deputato PDL, "confluirà nel quadro del bilancio unitario dell'INPS per essere impiegato per colmare l'enorme disavanzo dell'INPDAP che gestisce le pensioni dei dipendenti di tutte le amministrazioni pubbliche e che nel 2011 ha chiuso con un passivo di più di 10 miliardi di euro. Insomma: per il mondo dello spettacolo oltre il danno anche la beffa".


Commento condiviso anche da Enzo Mazza, presidente dell'associazione dei discografici FIMI: "Si tratta effettivamente di una beffa, ma non solo per gli artisti. L'industria musicale ha versato negli anni milioni di euro di contributi per l'opera svolta in sala di registrazione da migliaia di artisti e musicisti ed ora si scopre che tutto questo finirà per non sostenere i diritti di lavoratori di un settore già in crisi, ma per alimentare sprechi di Stato, un vero scandalo".


Il commento di Mazza fa riferimento a una vertenza tra discografia ed Enpals i cui germi risalgono agli anni '80 e la cui soluzione è stata demandata alla stipula di un nuovo contratto nazionale di lavoro tra imprese del settore e sindacati: l'ente previdenziale esige infatti il versamento dei contributi sulle prestazioni professionali fornite da artisti e turnisti in sala di registrazione, calcolati in proporzione al numero di dischi venduti (e con un'eccezione a favore delle piccole e medie imprese per i titoli distribuiti in meno di 1.500 esemplari).
 
 

Segui Rockol su Instagram per non perderti le notizie più importanti!

© 2019 Riproduzione riservata. Rockol.com S.r.l.
Policy uso immagini

Rockol

  • Utilizza solo immagini fotografiche rese disponibili a fini promozionali (“for press use”) da case discografiche e uffici stampa.
  • Usa le immagini per finalità di critica ed esercizio del diritto di cronaca, in modalità degradata conforme alle prescrizioni della legge sul diritto d'autore, utilizzate ad esclusivo corredo dei propri contenuti informativi.
  • Accetta solo fotografie non esclusive, destinate a utilizzo su testate e, quindi, libere da diritti.
  • Pubblica immagini fotografiche dal vivo concesse in utilizzo da fotografi dei quali viene riportato il copyright.
  • È disponibile a corrispondere all'avente diritto un equo compenso in caso di pubblicazione di fotografie il cui autore sia, all'atto della pubblicazione, ignoto.

Segnalazioni

Vogliate segnalarci immediatamente la eventuali presenza di immagini non rientranti nelle fattispecie di cui sopra, per una nostra rapida valutazione e, ove confermato l’improprio utilizzo, per una immediata rimozione.