'Una voce non basta', 14 duetti per Pacifico: la videointervista di Rockol

'Una voce non basta', 14 duetti per Pacifico: la videointervista di Rockol

Pacifico racconta come è nato il suo nuovo disco "Una voce non basta", album nato tra Milano e Parigi, città dove il cantautore si è trasferito di recente, e che ha coinvolto quattordici tra cantanti e musicisti. Cristina Donà, Francesco Bianconi dei Baustelle, Manuel Agnelli, Samuele Bersani, Bud Spencer Blues Explosion, Frankie Hi NRG… questi sono solo alcuni degli ospiti del nuovo lavoro discografico di Pacifico, che - come spiega lui stesso - è nato in maniera molto naturale e senza nessuna imposizione da parte di manager o casa discografica (Pacifico ha firmato nel 2009 un contratto con la Sugar di Caterina Caselli): "In principio ero quasi tentato di andare da Caterina e dirle che avrei lasciato perdere, che la sfida del mercato discografico non faceva per me. Di tutta risposta la Sugar mi ha dato fiducia, libertà e anche un budget da gestire in autonomia, e questa cosa mi ha lasciato davvero sorpreso e felice. Mi sono ripresentato dopo sei mesi con parte del lavoro già fatto, avendo trovato la strada da seguire, la stessa strada che all'inizio non riuscivo a trovare. Sono stati molto contenti".
Nel disco è presente anche Cristina Marocco, cantante e attrice trasferitasi a Parigi anni fa e dalla quale Pacifico ha da poco avuto un bambino: "Pur non avendo frequentato la scena musicale, ammetto che Parigi in qualche modo ha influenzato questo disco. Ho perso mio padre più di un anno fa, alla fine del disco è nato mio figlio e da qui il trasferimento a Parigi: è quasi come se fossi ricorso a tutti gli artisti presenti nell'album per chiedere a loro un sostegno, perché questo disco lo sentivo fin da subito troppo pesante per me soltanto. E' una dichiarazione arrendevole, il riconoscimento per avere intorno tante persone di talento. Ho scritto molto, moltissimo, ma appena ho trovato la chiave delle collaborazioni ho sentito questo disco da subito più leggero".


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Alcune collaborazioni presenti nel disco non sono nuove per Pacifico: "Con Bersani, Malika Ayane e Musica Nuda avevo già collaborato in passato e c'è una profonda amicizia. A livello promozionale forse non è una gran mossa perché non risulta una novità, ma invece è stata una cosa molto naturale. Quando ho scritto a Samuele mi ha detto subito sì senza forse capire bene a cosa stava andando incontro, e forse non sapevo spiegarglielo nemmeno io. Mi ha colpito invece come è nato il duetto con Francesco Bianconi. Gli ho scritto pensando che non avrebbe mai risposto, invece mi ha detto subito che avrebbe voluto contattarmi anche lui ma per timidezza non l'ha mai fatto. Da quel momento ci siamo scritti in continuazione, ci siamo scambiati file e sulla musica ci siamo trovati davvero in sintonia: è un prolifico come me, ama le canzoni e gli arrangiamenti e mi ha mandato dei provini rifatti con delle variazioni davvero bellissime".
Oltre ai già citati, al disco hanno collaborato anche Raiz, Casino Royale, Amedeo e Antonio Pace dei Blonde Redhead, i Dakota Days, N.A.N.O., Manupuma and the Maestro e Ana Moura e Mercan Dede: "Ci sono ancora tanti artisti che vorrei chiamare, sarebbe bello fare un volume due ma è davvero molto impegnativo e complicato", ha raccontato Pacifico, "Mi piace l'idea di mettere insieme artisti della scena alternativa con quelli del panorama main stream. Se calibrati bene possono risplendere uno della luce dell'altro".
Il disco verrà presentato attraverso una tournée ancora in fase di definizione: "Sarebbe bello pensare di fare un grande evento con tutti gli ospiti del disco, poi in realtà l'album verrà presentato con dei concerti normali e le voci degli artisti coinvolti saranno sostituire da una vocalist molto molto brava. Devo ammettere che sono davvero soddisfatto di questo disco. Non sono un fan totale dei miei lavori, non li riascolto mai. Il primo disco ti arriva in faccia che nemmeno te lo aspetti, ti chiedi 'ma come, ho fatto un disco?'… viene avvolto da un fascino naif che di porta dietro per il resto degli anni. 'Una voce non basta' invece mi piace tantissimo, forse perché paradossalmente non riesco ancora a comprenderlo del tutto. L'ho pensato, scritto e prodotto ma ancora rimango sorpreso quando lo ascolto. E' stata un'esperienza fantastica, per la prima volta non ero sul divano di casa ad aspettare che funzionasse il rullante, tutti i giorni arrivava qualcosa di nuovo da assemblare ed è stata una sorpresa continua".

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