Torna Macy Gray,
regina del soul ‘dissidente’

Torna Macy Gray, regina del soul ‘dissidente’
Da bambina, Macy Gray non parlava quasi mai: aveva paura che i suoi amici la prendessero in giro, a causa del suo timbro vocale roco eppure pieno di grazia.
Oggi, grazie alla sua voce, la ragazza nata in un piccolo paese dell’Ohio può vantarsi di aver venduto più di sette milioni di copie del suo disco d’esordio, di aver vinto un Grammy Award e di essere desiderata da gente del calibro di Fatboy Slim, che si era dato da fare per averla nel suo ultimo disco.
Tuttavia, Macy non ha perso il suo atteggiamento timido e stralunato: Rockol, che l’ha incontrata in un hotel milanese in occasione della presentazione italiana del suo nuovo album, si è trovato di fronte una ragazza discreta eppure molto determinata, che nonostante l’apparente dolcezza esteriore non ha paura di affrontare, con le sue canzoni, i temi chiave dell’esistenza di ognuno di noi. Il suo nuovo album, “The ID” (la cui pubblicazione è prevista per il prossimo 17 settembre), parla proprio di questo. Il riferimento freudiano all’inconscio (“id”, in italiano l’”es”, che secondo il padre della psicanalisi designava quella parte irrazionale del nostro essere volta a soddisfare i bisogni primari), può sembrare inquietante e riportarci su sentieri già battuti da Cave nelle sue “Murder ballads”. Macy, al contrario, afferma: “Mi hanno sempre interessato questi processi mentali, e trovo che l’affidarsi all’istinto e all’irrazionalità ci riporti ad uno stato spontaneo simile a quello che tutti noi abbiamo vissuto durante l’infanzia”.
In effetti, il secondo lavoro della Gray è tutto meno che cupo, a cominciare dal singolo “Sweet baby”, ballata dolce e malinconica alla cui realizzazione ha partecipato, in veste di corista, Erykah Badu: “Ho rifatto le voci 120 volte per quella canzone: è stata forse la più dura da finire, ma l’apporto di Erykah è stato fondamentale”, ha dichiarato Macy, che nel disco ha ospitato anche Questlove dei Roots, John Frusciante (“Il mio chitarrista preferito”, ha confessato), Slick Rick e Sunshine Anderson.
“Le collaborazioni musicali, nel mio caso, hanno sempre una base fondata sull’intesa personale: non sono legata ai miei collaboratori solo da reciproca stima. Questlove, quando ha ricevuto la mia telefonata d’invito, è saltato su un aereo ed è venuto a Los Angeles. Certe cose le fai solo per amicizia…”. L’album (prodotto da Rick Rubin, guru dell’hip hop e del rock americano e già mentore di Beastie Boys, Public Enemy e Red Hot Chili Peppers) raccoglie l’ingombrante eredità di “On how life is”, disco che proiettò Macy sulla ribalta internazionale: “Dopo il mio esordio, chiunque mi avrebbe concesso di tutto”, ha dichiarato la Gray, “L’importante, nel realizzare il disco, è stato non disperdere le energie e portare a termine le registrazioni”.
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