USA, la cura Ames fatica a risanare la Warner Music

Due anni dopo la “presa di potere” da parte del quotatissimo ex boss PolyGram Roger Ames, Warner Music continua ad essere l’anello debole della catena AOL Time Warner. Lo sostiene il sito del Financial Times, FT.com, chiedendosi quanto tempo sarà ancora necessario ad Ames per rimettere in corsa la divisione discografica del gruppo, il cui fatturato è ancora calato nel secondo trimestre di quest’anno (- 11%, con una flessione ancora più grave, 33 %, per quanto riguarda il flusso di cassa).
Secondo il quotidiano britannico, la quota di mercato che la casa discografica detiene sul suo territorio di origine, gli Stati Uniti, è calata da quasi il 25 % al 15 % circa in soli cinque anni, per quanto riguarda le vendite degli album. Alcuni osservatori del mercato americano attribuiscono questo risultato a una politica di A&R e di sviluppo di nuovi talenti giudicata fallimentare (prima dell’arrivo di Ames) anche per l’incapacità di rafforzare un “roster” di nomi consolidati come Madonna e R.E.M. con l’iniezione di nuovi artisti di area rap e teen pop (i due generi emergenti degli ultimi anni). Altri riconducono invece al fallito tentativo di fusione con la EMI (vedi news) le difficoltà attuali di Ames, che si è visto costretto a tagliare circa 600 posti di lavoro nel corso dell’anno. Qualcosa, secondo gli stessi osservatori, dovrebbe cambiare con il recentissimo ingaggio di Tom Whalley (vedi news), il manager arruolato come nuovo capo della Warner Bros. (vedi news) e che con la sua Interscope ha dato una grossa mano a Universal nella corsa alla leadership del mercato discografico, mentre nelle classifiche USA compaiono due nomi nuovi, gli Staind e il cantante r&b Jaheim, legati al gruppo e Warner riconquista il terzo posto tra le major in USA alle spalle di Universal e Sony ma davanti a BMG ed EMI. Secondo il direttore finanziario Richard Parsons, i risultati del gruppo sono destinati a migliorare decisamente nella seconda metà dell’anno, con la pubblicazione del greatest hits di Madonna e di nuovi album di Alanis Morissette, Jewel e Kid Rock. Ma l’agenda di Ames – sviluppo di nuovi talenti, rafforzamento del marketing, razionalizzazione organizzativa e controllo dei costi – resta assai impegnativa e difficilmente, secondo gli esperti di mercato, potrà produrre risultati significativi in breve tempo.
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