Aaliyah, parte l'inchiesta sulla tragedia.
Avaria o aereo troppo pesante?

Emergono i primi particolari dell’inchiesta sull’incidente aereo che, nella notte tra sabato e domenica scorsa, è costato la vita alla ventiduenne cantante R&B Aaliyah e ad altre otto persone. Nella giornata di oggi, 27 agosto, sono stati svolti i primi esami sulle parti del relitto del Cessna 402 (un piccolo aereo ad elica in grado di trasportare un numero esiguo di passeggeri) schiantatosi poco dopo il decollo sulla pista dell’aeroporto Marsh Harbour di Abaco Island, 160 chilometri a nord di Nassau.
Le autorità delle Bahamas, secondo quanto riportato dalla CNN, avrebbero richiesto l’intervento di investigatori statunitensi. Ted Lopatkiewicz, responsabile dell’ente coinvolto, la statunitense National Transportation and Safety Board, ha spiegato che è una pratica non inusuale, dato che l’aereo era di fabbricazione americana. Il team coinvolto, oltre ai rappresentanti della NTSB e della Federal Aviation Administration (FAA), includerà anche delegati delle aziende produttrici dell’aereo, la Cessna Aircraft Co. e la Continental Motors.
Quest’ultima, responsabile della costruzione del motore del velivolo, rischia di diventare la principale indiziata. I primi rapporti non ufficiali, precedenti all’arrivo della commissione avvenuto nella giornata di oggi, indicano in un’avaria la causa del disastro. Secondo i testimoni del drammatico evento, l’aereo sarebbe salito ad una quota di circa 250 metri, quando uno dei motori avrebbe smesso di funzionare; il velivolo avrebbe così iniziato a precipitare, incendiandosi subito dopo l’impatto. La cantante sarebbe morta sul colpo insieme ad altre cinque persone, mentre altre tre sarebbero decedute in seguito per le ferite riportate.
Scartata da subito l’incidenza di fattori metereologici, non hanno per il momento trovato commento da parte delle autorità le indiscrezioni (già riportate da Rockol nella giornata di ieri) secondo le quali l’aereo sarebbe stato troppo carico. Le indiscrezioni, peraltro, sono state confermate da Gloria Knowles, impiegata dell’Abaco Air Ltd., compagnia dell’aereo. La Knowles avrebbe raccontato che sia gli addetti al trasporto bagagli sia il pilota avrebbero chiesto di lasciare una parte delle valigie a terra, ma i passeggeri avrebbero insistito nel caricare ugualmente l’aereo.
Lewis Key, un pilota della Abaco, ha comunque parzialmente sminuito questo fattore. Secondo Key, che ha dichiarato di aver volato più volte in passato con lo stesso modello, il sovraccarico non sarebbe stato una causa sufficiente a far schiantare l’aereo, se entrambi i motori avessero funzionato. Sempre secondo il pilota, le modalità di caduta e di distribuzione delle parti dell’aereo indicano il cedimento di un motore.
Dopo le reazioni di amici e familiari (vedi news) e mentre -secondo quanto riportato dall’Agenzia Ansa- le vendite dei dischi della cantante hanno fatto registrare da una robusta impennata nei negozi degli Stati Uniti, giunge il primo commento ufficiale della Virgin Records, casa discografica dell’artista: "Aaliyah, una delle stelle più luminose e talentuose del firmamento musicale, sarà rimpianta da tutti quelli che hanno amato lei e la sua musica. La sua capacità e la sua versatilità come artista era pari alla passione e alla devozione per il proprio lavoro".
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