NEWS   |   Industria / 15/03/2012

Record Store Day 2012: la parola all'industria

Record Store Day 2012: la parola all'industria

Inaugurato nel 2008 negli Stati Uniti allo scopo di attirare l'attenzione dei media e del pubblico sui negozi di dischi indipendenti a rischio di estinzione a causa della crisi del mercato, del predominio delle grandi catene e della pirateria digitale, il Record Store Day è diventato nel tempo un'iniziativa di respiro internazionale. Anche in Italia, negli ultimi due/tre anni, case discografiche e distributori specializzati hanno iniziato a prestarvi crescente attenzione, curando la pubblicazione/distribuzione di prodotti speciali,  principalmente vinili in tiratura limitata di provenienza estera.  Cosicché sono numerosi i titoli che il 21 aprile prossimo, data  fissata per il quinto Record Store Day, saranno disponibili nei punti vendita "indie" italiani.  

Sony Music, ad esempio, pubblica per l'occasione  un vinile 10 pollici di Bruce Springsteen che a "Rocky ground", estratto dal recentissimo "Wrecking ball",  affianca una versione dal vivo di una delle outtakes più amate dai fan, "The promise"; la major propone anche 10 pollici con inediti di Litfiba e Marlene Kuntz (la "Impressioni di settembre" presentata a Sanremo, in versione live) e ristampe di album anni '70 di Claudio Rocchi ("Essenza"), ed Equipe 84 ("Sacrificio", entrambi recuperati dal vecchio catalogo Ariston). "Gli anni scorsi ci siamo mossi in ritardo", ammette il direttore commerciale Giuseppe Dominici, "ma stavolta siamo nei tempi. Il Record Store Day è una bella iniziativa, io stesso ho gestito un negozio di dischi per una decina d'anni e in un certo senso mi sento ancora negoziante. Purtroppo i punti vendita tradizionali stanno scomparendo, e dunque mi sembra doveroso celebrare una volta all'anno un'istituzione che ha contato molto e tuttora conta per il mercato musicale. La vendita assistita, sopratutto in Italia, non si pratica quasi più, ed importante che esistano ancora negozi  dove ci si può far consigliare negli acquisti. E' un'iniziativa simbolica, questa, cui aderiamo per affetto: il valore simbolico trascende in questo caso le considerazioni puramente commerciali".

La pensa allo stesso modo Massimo Battaglia, direttore commerciale di Universal Music che tramite il servizio import IMS distribuisce in occasione del RDS ristampe in vinile colorato dei primi cinque album dei Cure, tre titoli storici dei Kinks ("Face to face", "Something else", "Arthur") in formato doppio vinile con bonus tracks, un'edizione speciale di "Anarchy in the UK" dei Sex Pistols, un secondo volume dei "Quadrophenia demos" di Pete Townshend, un singolo 7 pollici con due inediti ripescati dai nastri del leggendario "Live at the Apollo" di James Brown e un singolo dei Mynah Birds con un giovanissimo Neil Young pre-Buffalo Springfield: " E' il secondo anno consecutivo che aderiamo, senza grandi aspettative sotto il profilo commerciale. Ci interessa però continuare a foraggiare la nicchia amatoriale che richiede questi prodotti e questo tipo di supporti, un segmento di mercato che non va trascurato".

 
Mentre anche qualche etichetta italiana si è messa in movimento (Carosello ha confezionato  un'edizione speciale dell'album di Emis Killa), sono i maggiori distributori indipendenti i principali protagonisti  del Record Store Day. Venus  pubblica in tiratura limitata due  singoli e un album degli Small Faces (il celebre "Ogden's nut gone flake) ristampati dalla Charly, mentre Self Distribuzione mette in commercio per il 21 aprile uno "split single"  di Get Well Soon e Dear Reader, 12 pollici di Animal Collective e John Cale, ristampe in vinile di  She & Him (alias Zooey Deschanel e M. Ward)  e dal catalogo Epitaph (Refused, Social Distortion), 45 giri di Beth Jean Houghton & The Hooves Of Destiny e molto altro ancora. "Contrariamente a quello che fanno le multinazionali", sostiene il distribution manager Giuseppe Taiana, "forniremo questi prodotti solo ed esclusivamente ai negozi di dischi indipendenti, così come esigono le policy del Record Store Day: niente catene o mediastores, dunque, niente Feltrinelli, Fnac o Mondadori. Già da un paio d'anni abbiamo creato una mailing list riservata ai negozi  che aderiscono al Record Store Day, e solo a loro consentiamo  di ordinare i dischi.  L'interesse per questa manifestazione cresce di  anno in anno: non è un'operazione commerciale, questo è chiaro, dal momento che  alcune etichette pubblicano a prezzo di costo e mi risulta che molti artisti rinuncino alle royalty. Sul mercato italiano si vendono da 50 a 100 copie:  si tratta in ogni caso di prodotti destinati a un mercato di nicchia. Abbiamo deciso di aderire a questa iniziativa e di spingerla per quanto ci è possibile perché crediamo che l'identità dei negozi di dischi vada salvaguardata e che i punti vendita indipendenti vadano aiutati in tutti i modi".

Sull'importanza di garantire la distribuzione esclusiva ai negozi indie insiste anche la Audioglobe, a sua volta prodiga di uscite: tra i tanti titoli ricordiamo un live di Steven Wilson, un doppio Cd di rielaborazioni in chiave orchestrale-cinematografica da parte dei Cradle Of Filth, due singoli formato sette pollici per i Black Angels (in vinile colorato) e i Raveonettes (un doppio 45 giri), la ristampa del primo singolo e del primo album dei Tangerine Dream ("Electronic meditation").  "Le stampe in vinile realizzate per il Record Store Day possono essere acquistate solo in preordine",  spiegano Simone Rossi e Mauro Ragnini, "mentre  eventuali rimanenze rimangono appannaggio dei servizi mail order delle etichette e degli stessi artisti". Anche italiani, dal momento che per il Record Store Day i Calibro 35 hanno confezionato i loro quattro album in un cofanetto di vinili a forma di contenitore di pizze da asporto, mentre gli Zen Circus pubblicano un 10 pollici, "Metal arcade", I Cani e Gazebo Penguins si spartiscono uno "split single" e i bresciani Aucan pubblicano un doppio album di remix. "E' forse la prima volta che gli artisti italiani si mobilitano per questa iniziativa", dicono alla Audioglobe. "C'è parecchio materiale sfizioso e interessante, il Record Store Day  -  a cui aderiamo da tre anni - è importante anche perché si tratta dell'unico momento dell'anno in cui i media accendono i riflettori non solo sul mondo della canzone ma anche su ciò che gli sta intorno. L'operazione coincide fra l'altro con una ripresa di interesse nie confronti del vinile, e la speranza è di riportare un po' di gente in più nei negozi".    
     
Logico che anche le associazioni di categoria appoggino un'iniziativa destinata, se non a rilanciare il mercato, quantomeno a sensibilizzare l'opinione pubblica sul ruolo culturale svolto dai negozi di dischi: "Il nostro coinvolgimento nasce su iniziativa di WIN, il World Independent Network cui siamo associati", spiega Giordano Sangiorgi di Audiocoop, "e si concretizza nella diffusione di informazioni, nella sensibilizzazione degli operatori  - artisti, produttori, festival, negozi - e nella raccolta di adesioni. Il primo anno, sopratutto,  siamo anche riusciti ad ottenere un certo numero di  articoli sulla stampa nazionale, ma purtroppo da noi il Record Store Day è ancora un'iniziativa poco nota: siamo proprio noi, credo, i maggiori divulgatori tramite la nostra newsletter che raggiunge circa 120 mila operatori del settore.   Certo, bisogna essere al passo con i tempi, innovare e investire nelle nuove tecnologie per non perdere il treno dei consumi digitali. Non avrebbe senso cercare di invertire la tendenza del mercato, ma crediamo anche che vada  difeso il presidio della qualità legato alla vendita del vinile e del cd. Da questo punto di vista il Record Store Day segnala che il prodotto fisico ha ancora un valore".  
"Anche PMI sostiene questa iniziativa, pur non facendone una bandiera come forse fanno altre associazioni", spiega il presidente Mario Limongelli.  "Ci limitiamo a produrre un comunicato stampa e a veicolarlo ai nostri associati e agli organi di stampa invitandoli a farne  l'uso migliore. Il sostegno al Record Store Day rientra anche negli impegni programmatici di Impala, l'associazione internazionale di etichette indipendenti a cui aderiamo". Con quali riscontri? "I nostri associati continuano a collaborare con i negozi di dischi, anche attraverso iniziative particolari. D'altra parte  in Italia il supporto fisico vale tuttora l'80 per cento del mercato ed è destinato ancora a lunga vita.  Una nostra proposta è stata quella di incentivare le vendite durante il Record Store Day applicando uno sconto particolare ai prodotti.  Ma non basta: sarebbe necessario che tutti - associazioni,  case discografiche, gli stessi artisti - sostenessero i negozi nell'arco di tutto l'anno, ad esempio curando maggiormente il prodotto in modo che continui ad esercitare un appeal sul pubblico".
 
FIMI, da parte sua, contribuisce alla causa pubblicando sul suo sito l'elenco dei negozi di dischi che aderiscono alla giornata del RDS. "L'iniziativa", sostiene il presidente Enzo Mazza, "è  sicuramente importante. Serve a ricordare che esiste ancora un universo di professionisti che, nell'era delle reti, seguono da vicino i consumatori più attenti al prodotto fisico". "Purtroppo", aggiunge, "bisogna anche dire che le trasformazioni in corso nel settore hanno inciso e incideranno sempre più profondamente.  A differenza dell'editoria, la discografia non ha saputo conservare il canale dei negozi indipendenti. Non li ha aiutati, inseguendo di volta in volta i grandi clienti che potevano garantire ritorni immediati: catene e grande distribuzione prima,  iTunes e Amazon nell'era digitale. La profondità di catalogo e la capacità di servire il consumatore 24 ore su 24 che questi ultimi garantiscono rappresentano l'altra faccia della medaglia. Ma resta il fatto che con una politica più oculata, anni fa, si sarebbe potuta garantire la  sopravvivenza dei negozi indipendenti e rallentare  il declino del supporto fisico, consentendo una transizione più soft come sta avvenendo oggi nel settore dell'editoria libraria".