Concerti, John Cale in Italia: 'Sono ancora in grado di sorprendervi'

Concerti, John Cale in Italia: 'Sono ancora in grado di sorprendervi'

John Cale torna a suonare in Italia (domani, 15 marzo, ai Magazzini Generali di Milano, il 16 all'Orion Club di Roma, il 17 all'Hiroshima Mon Amour di Torino, biglietti disponibili su TicketOne) sull'onda di un nuovo contratto discografico (con la Double Six, etichetta che fa capo alla Domino), di un nuovo disco (un EP di cinque canzoni, "Extra playful") e di bei ricordi. In particolare il concerto che l'11 settembre del 2010 lo vide riproporre al Teatro Grande di Brescia, in compagnia degli archi e degli ottoni della Orchestra da Camera cittadina, il suo storico album del 1973 "Paris 1919". "E' un concerto che posso allestire di rado, perché senza l'orchestra non si può fare", spiega a Rockol l'ex Velvet Underground. "Ogni volta non è un'operazione semplice, ci vogliono almeno tre giorni di prove. Ecco perché lo ripropongo solo in occasione di festival ed eventi speciali. Quella volta, a Brescia, fui davvero contento dell'orchestra. Non sai mai se troverai musicisti del valore di quelli che suonano a Londra o a Los Angeles....lì accadde che il direttore artistico e promoter della manifestazione (il M° Filippo Lama) era anche il direttore dell'ensemble: mi spiegò che gli orchestrali erano stati scelti uno per uno tra i migliori concertisti classici nell'area dell'Italia settentrionale. Aveva ragione, perché erano davvero bravi. Ogni volta che mi dicono che devo venire a suonare in Italia sono contento. Mi diverto molto, peccato che i tour durino così poco".


Stavolta però sarà tutto diverso: Cale arriva accompagnato da un trio elettrico (Dustin Boyer alla chitarra, Joey Maramba al basso, Michael Jerome alla batteria), con un altro approccio e un altro repertorio. "Abbiamo provato molto materiale nuovo, ma riproporremo anche pezzi che non faccio dal vivo da molto tempo. Magari qualcosa da 'Music for the new society' o da 'John Cale live'... Anche 'The hunt' è un pezzo che non suono da parecchio e che vorrei provare a fare.  Sarà uno show decisamente rock'n'roll".
Tra le canzoni nuove potrebbero affiorare anche  anteprime del prossimo album di Cale, atteso per l'autunno: il musicista gallese, dopo alcuni anni di stasi produttiva, si è rimesso in moto. "Non è che sia stato con le mani in mano, diciamo che c'è stata più attività in America che in Europa. Avevamo deciso di pubblicare anche in Usa 'Circus live', poi non se n'è fatto nulla anche perché nel frattempo la EMI è collassata. Mi è spiaciuto che sia andata così, alla EMI non mi sentivo intrappolato. D'altra parte con la Domino, la mia nuova casa discografica, mi trovo benissimo. Ci lavora gente che guarda avanti, che ha idee innovative e che mi sostiene molto. Ne sono molto contento".   Il primo frutto della collaborazione è stato un EP, "Extra playful", che nel titolo spiega molto: cinque canzoni di pop-rock inventivo e raffinato, tra ritornelli accattivanti e audaci arrangiamenti elettronici. "Le canzoni  mi sono venute tutte assieme, tra il luglio e l'agosto dell'anno scorso. Quel che mi piace è che ognuna ha la sua personalità, che non si assomigliano l'una con l'altra. In realtà nell'edizione speciale che la casa discografica ha approntato per il Black Friday americano ci sono due pezzi in più. E sì, è vero, alcuni pezzi sono piuttosto divertenti".


"Hey Ray", per esempio, che sintetizza gli anni Sessanta in poche, ironiche frasi: "1967, l'età dell'oro. 1968, era già tutto finito"...."Beh, è così che sono andate le cose. Prima delle rivolte di Harlem Fidel Castro era venuto a New York per un meeting delle Nazioni Unite. Aveva sentito dire che la CIA voleva avvelenarlo, cosicché decise di cucinarsi personalmente un pollo nella sua camera d'albergo. Quando se ne andò le donne delle pulizie trovarono ossa e piume sparse per la stanza. L'ho trovata una storia divertente. 'Catastrophuk', invece, parla della catastrofica situazione economica in cui ci troviamo. Guardo sempre quel che succede in giro per trovare argomenti per le mie canzoni".


Quelle del prossimo album, anticipa Cale, saranno undici: nessun pezzo in comune con l'EP. "Nell'ultimo anno ho scritto molto,  mi sono fermato in ottobre per un breve tour europeo ma subito dopo abbiamo ripreso a lavorare sul nuovo materiale cominciando a immaginare che forma dare al nuovo album. Lo abbiamo mixato in ottobre e abbiamo ripreso i lavori a gennaio, rifacendo alcuni missaggi in maniera diversa. Per fare le cose come si deve, senza fretta, abbiamo deciso di spostare la data di uscita tra la seconda settimana di settembre e il mese di ottobre. Il nuovo disco segue il solco dell'EP ma è molto più funky. Abbiamo lavorato molto sui groove: alcune canzoni sono nate da riff di basso, altre da fraseggi di tastiere, altre alla chitarra o prendendo semplicemente spunto da un ritmo. L'ho suonato praticamente tutto io, con l'assistenza del mio tecnico del suono. Anche lì ci sono un sacco di stili differenti, ogni pezzo ha una sua personalità distinta. Ne rimarrete sorpresi".
 

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