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NEWS   |   Italia / 02/08/2001

Intervista esclusiva di Rockol:
si sciolgono i Tiromancino:
'Tutta colpa del successo'

Intervista esclusiva di Rockol:si sciolgono i Tiromancino:'Tutta colpa del successo'
Arrivati dopo anni di duro lavoro al grande successo di pubblico con l'album "La descrizione di un attimo", i Tiromancino sono praticamente finiti, o almeno lo sono nell'attuale formazione. La conferma di questa clamorosa rottura arriva direttamente dal leader del gruppo capitolino, Federico Zampaglione, che oggi (mercoledì 1 agosto) al telefono con Rockol ha fatto il punto della situazione sul presente e il futuro del gruppo che finora ha realizzato cinque album.
"In questi giorni sono usciti dalla band la bassista Laura Arzilli e mio fratello Francesco, il chitarrista. Stesso discorso vale anche per il produttore Riccardo Sinigallia.” (sentimentalmente legato a Laura Arzilli, ex di Federico Zampaglione). “Dato che siamo in tour fino al 4 ottobre, però, li ho immediatamente sostituiti con altrettanti ottimi professionisti. E finora non ho avuto alcun problema: i concerti sono sempre affollatissimi e la gente dimostra di divertirsi come prima. E poi il pianista Andrea Pesce e il batterista Piero Monterisi sono rimasti al mio fianco, quindi...".
Ma cosa è successo all'interno del gruppo che, grazie anche ai due pezzi ("Muovo le ali di nuovo" e "Due destini") inseriti nella colonna sonora del film di Ferzan Orzpetek, "Le fate ignoranti", è ormai diventato popolarissimo riuscendo a vendere quasi centomila copie?
“E' successo” - spiega Zampaglione – “che gli ultimi due anni sono stati per tutti quanti noi un periodo di grande stress; e così, inevitabilmente, si sono create tensioni all'interno del gruppo. Tensioni che sono aumentate fino ad arrivare ai fatti traumatici di questi ultimi giorni. E' anche vero, però, che in questo periodo abbiamo avuto un incredibile successo, e questo ha fatto perdere la testa a qualcuno di noi. Un tour è molto duro, ma ormai fra noi non si respirava più quell'atmosfera positiva che porta a far bene e a dare il massimo sul palco; e questo, a dir la verità, non mi è proprio sembrato giusto".
Quali problemi si sono verificati?
“Io ritengo che, dopo tanti sforzi per avere successo, sia assurdo farsi dei problemi perché ai nostri concerti adesso non vengono più quattrocento persone ma cinquemila. Bene, ho sentito dire anche questo. Non sto scherzando: qualcuno del gruppo ha iniziato a lamentarsi perché in prima fila trovava le ragazzine che cantavano a memoria le nostre canzoni - e forse non le capivano - o perché preferiva essere parte di un gruppo di nicchia. Si sono spaventati, ed hanno iniziato a chiedersi quale sarebbe stato il futuro della band. Pensavano di essere i salvatori della canzone italiana”.
Insomma, si sono presi troppo sul serio...
“Esatto. Ma io credo che il successo di questi mesi vada vissuto come un gioco. Oggi c'è e domani potrebbe non esserci più. L'importante è essere coerente nelle cose che fai. Se queste, poi, vengono recepite anche da chi è completamente diverso da te e non ti capisce fino in fondo, questo per me non è un problema. Bisogna comunicare a tutti. E credo che qualcosa, in un modo o nell'altro, arrivi a tutti. Da ragazzino, per esempio, ricordo che i dischi di Battiato non li capivo fino in fondo, ma riuscivano comunque a conquistarmi. E con il tempo ho cercato di saperne di più...”
Com'è andata con Sinigallia?
“Riccardo è un produttore, e quindi adesso è tornato a fare le sue cose. Sono anni, però, che vuole fare uscire un disco con il suo nome, e quindi è impegnatissimo. Sta anche scrivendo due pezzi per una colonna sonora...”
E con Frankie Hi NRG? In tour con i Tiromancino non c'era anche lui?
“Sì. Curava le videoproiezioni, ma dopo 15 date ha deciso di abbandonare il tour. Mi sembra che debba lavorare al suo nuovo disco” (è il caso di ricordare che Frankie e Sinigallia sono grandi amici). “Meglio così, per me è meglio concentrarsi al massimo sulla musica”.
Quale sarà il futuro dei Tiromancino?
“Non lo so. Ma si va avanti senz'altro. D'altra parte il gruppo sono io. I contratti discografici sono firmati con il mio nome, in copertina c'è la mia faccia, e anche per il resto non ho problemi. Non è la prima volta che qualche musicista lascia il gruppo. L'unico che c'è fin dalla fondazione sono io; e a volte cambiare dà nuovi stimoli per lavorare meglio. E io ho già scritto parecchi nuovi pezzi...” Hai stipulato un accordo per pubblicare un libro con una grande casa editrice. Di cosa si tratta?
“Io e la mia fidanzata, Camilla Triolo, stavamo scrivendo un racconto thriller quando, tempo fa, abbiamo conosciuto un addetto ai lavori che ci ha chiesto di saperne di più. Gli ho raccontato la trama, e mi ha detto che quando sarà pronto lo pubblicherà. Tutto qui. Ma per me si tratta di un divertimento. In cima ai miei pensieri c'è la musica”.
Ma com'è il successo, dal tuo punto di vista?
“Bellissimo, però ti travolge la vita. E per resistere ci vogliono tanta lucidità e tanta autoironia. A volte siamo scesi dal palco con le guardie del corpo. Ecco, in quei momenti devi pensare soltanto che è un gioco. E ridere di gusto. Tanto finisce...”
(a.s.)
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