Bmg e Emi: pronti i CD non copiabili anti pirateria

Bmg e Emi stanno per far entrare nel mercato dei CD impossibili da copiare.
E’ Bmg la prima major a svelare pubblicamente i test sui CD protetti, ma almeno altre tre delle cinque etichette discografiche sono interessate alla loro produzione , giudicando questa l’unica strada per limitare la pirateria.

Entrambe le case discografiche hanno pianificato di introdurre nel mercato alcune copie di questi CD di nuova generazione entro la fine dell’anno, anche se non negano di essere consce della necessità di bilanciare l’uscita nei negozi con incentivi che soddisfino e attirino i consumatori combinando inoltre la protezione con le tecnologie necessarie per rendere accessibile ai consumatori i file di musica digitale contenuti all’interno dei dischi. Il vice presidente del New Media and Business Development della Bmg, Sami Valkonen, ha dichiarato: “Questa manovra è finalizzata a incrementare il valore del CD e ad aiutarci a combattere la pirateria”.
I primi di questi CD ad essere distribuiti saranno quelli promozionali destinati alle radio, mentre non entreranno sul mercato in larga scala prima della fine dell’anno visto che la casa discografica ha pianificato di spendere altri due mesi per scegliere le tecnologie più adatte: Valkonen ha dichiarato che gli artisti e le etichette BMG potranno decidere se includere solo la protezione anti copia o anche dei contenuti aggiunti protetti, ossia del materiale che si potrà visionare solo inserendo il CD nel computer e digitando una speciale chiave che gli utenti potranno trovare on line.

Circa quattro le modalità di protezione possibili, probabilmente tutte derivanti dall’utilizzo di un software sviluppato dalla SunnComm, dalla TTR Techonologies.
Al fianco della casa che vanta nella sua scuderia Dave Matthews Band, Christina Aguilerta e Kenny G, troviamo la Emi la quale ha annunciato che uno di primi CD non copiabili sarà quella di un artista “best seller” e che aspetterà di vedere la risposta dei consumatori europei prima di entrare con lo stesso prodotto nel mercato americano.
Come dichiarato dal vice presidente dell’aria New Media Emi, Jay Samit: “La mossa delle case discografiche di proteggere i contenuti non ha sorpreso nessuno. Se si guarda all’industria dei contenuti negli ultimi venti, trent’anni, c’è stato un chiaro indirizzo verso la protezione, come i canali satellitari criptati e le chiavi di protezione dei PC. Studiare misure di protezione per i contenuti, ha senso solo per le compagnie che investono miliardi nello sviluppo dei loro prodotti”.
Ricerca di protezione, naturalmente anche per quanto riguarda la musica scaricabile dalla rete: entrambe le major in questione useranno le tecnologie di gestione per rendere accessibile ai consumatori contenuti extra come remix esclusivi o confezioni con CD singoli allegati agli album. “Il nostro scopo” ha spiegato Samit “non è quello di creare una sorta di tecnologia blindata, ma di costruire qualcosa in più, come le chiavi per le automobili”.

Sul fronte delle altre case discografiche: silenzio stampa quasi assoluto.
Il rappresentante della Universal si è rifiutato di parlare riguardo la tabella di marcia prevista per l’uscita dei CD protetti, ma in gennaio una fonte ha riferito che la compagnia distribuirà tre CD con contenuti protetti. Silenzio in casa Sony e Warner.
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