Concerti, Laura Pausini: crolla il palco di Reggio Calabria, un morto

Concerti, Laura Pausini: crolla il palco di Reggio Calabria, un morto

(ultimo aggiornamento: ore 16:40) Un trentunenne, Matteo Armellini, è morto questa notte intorno alle due durante i lavori di allestimento del palco per il concerto che Laura Pausini avrebbe dovuto tenere a  Reggio Calabria: stando ai primi lanci di agenzia, l'incidente sarebbe avvenuto - proprio come a Trieste, durante il montaggio della struttura scenica per un live di Jovanotti che, collassando su sè stessa, uccise lo studente Francesco Pinna - durante l'installazione della struttura scenica. Il giovane, residente a Roma, era un elemento dello staff tecnico al seguito della cantante: il decesso sarebbe avvenuto sul colpo. Il crollo ha coinvolto altri due operai, rimasti feriti e portati al Pronto Soccorso degli Ospedali Riuniti: il primo, che ha riportato diverse fratture, è stato ricoverato con una prognosi di trenta giorni, mentre il secondo, fortunatamente, è riuscito a cavarsela solo con qualch escoriazione. La struttura, installata al Pala Calafiore di Reggio, è già stata posta sotto sequestro dalle autorità, che - insieme a Vigili del Fuoco - hanno già avviato le indagini per individuare la causa del cedimento. Secondo le prime testimonianze, un cedimento avrebbe fatto scivolare la struttura in tubi d'acciaio sovrastante il palco alla quale vengono assicurati riflettori e speaker proprio durante le operazioni di allestimento scenico: lo spostamento dell'elemento dalla propria sede naturale avrebbe fatto rovinare l'intera struttura in direzione delle tribune ovest del palazzetto. Sotto i tubi sarebbe rimasta, appunto, la vittima, morta sul colpo, come ha accertato il medico legale intervenuto sul posto. I Vigili del Fuoco, durante le operazioni di soccorso, hanno avuto modo di appurare come il crollo abbia seriamente danneggiato anche la struttura che avrebbe dovuto ospitare lo spettacolo, sfondando i solai intermedi di cemento precompresso. Stando a quanto emerso dalle ricostruzioni Matteo Armellini, a differenza di Francesco Pinna, non era un elemento della local crew (manodopera locale non specializzata ed impiegata solo per facchinaggio e trasporti orizzontali di materiale in aree aperte), ma uno degli specializzati che accompagnavano l'allestimento scenico in giro per l'Italia (e quindi abilitato a lavorare con carichi sospesi). "Siamo venuti giù di botto, io sono finito per terra in un secondo, e non ho ancora capito perché", ha raccontato Luca D. B., collega di Matteo, come lui tecnico rigger (arrampicatore) che si occupa dell'ancoraggio dei motori del palco: "Ero sul tetto del palco e stavo proprio lodando le condizioni di sicurezza quando tutto è venuto giù: sono stato il primo a soccorrere quel ragazzo, gli ho sentito il polso ma non c'è stato niente da fare. I soccorsi sono stati immediati ma anche loro hanno capito che eravamo di fronte ad una tragedia. Il tetto del palco era a circa 15 metri di altezza e a venir giù, senza farci niente, siamo stati in quattro. Ci siamo ritrovati per terra senza aver percepito niente di anomalo prima. Per me può anche essere stato un terremoto... Sono il primo a voler capire cosa sia successo: ho una certa esperienza e devo dire che tutto mi sembrava a regola d'arte. La mia sensazione è che tutto fosse montato perfettamente e in sicurezza. Matteo era letteralmente sotto di me quando sono caduto, si sono precipitati tutti, nel palazzetto c'erano tutte le forze dell'ordine, ma credo sia morto sul colpo". “Matteo si trovata a terra in attesa di iniziare il proprio lavoro", ha spiegato Ferdinando Salzano, AD di F&P Group, la società che cura l'attività della Pausini dal vivo: "A causa del cedimento della struttura di appendimento, necessaria per ospitare gli impianti audio, luci e video dell''Inedito World Tour', è stato travolto ancor prima che iniziasse il lavoro di allestimento della nostra produzione, che di fatto non è avvenuto".

"Un cedimento strutturale ha fatto crollare e traslare lastruttura metallica sovrastante il palco, che si abbattuta su alcuni operai intenti in quel momento a fissare le illuminazioni aeree", si legge nel comunicato diffuso dal locale comando dei Vigili del Fuoco: "Per uno di loro purtroppo non c’è stato nulla da fare, la pesante struttura lo ha colpito in pieno, causandone l’immediato decesso. Gli altri operai rimasti feriti in maniera non grave, sono stati immediatamente trasportati presso il nosocomio reggino per le cure del caso. La sala operativa dei Vigili del Fuoco di Reggio Calabria, vista la gravità dell’accaduto e le prime notizie provenienti dal luogo dell’incidente, ha allertato immediatamente le squadre della sede di Viale Europa e di Villa San Giovanni, che hanno prestato gli immediati soccorsi liberando i feriti dalla struttura, divenuta ormai un ammasso di metallo contorto". Secondo i primi rilievi effettuati da Vigili del fuoco e polizia scientifica presso il Pala Calafiore di Reggio Calabria, le ragioni del crollo che hanno portato la struttura scenica ad abbattersi sulle tribune ovest del palazzetto sarebbe da rintracciare in un improvviso cedimento del pavimento dell'arena. Sotto i punti di appoggio sui quali poggiava il palco e le attrezzature audio-video, infatti, il parquet del palazzetto è stato trovato sfondato.

Nel frattempo, la Procura della Repubblica di Reggio Calabria ha ufficialmente aperto un'inchiesta per appurare le cause del crollo: l'intera area interessata dall'incidente è stata posta sotto sequestro dalla magistratura, e gli operai usciti illesi dal cedimento della struttura sono stati portati in Questura per essere sentiti dagli investigatori.

Il concerto di stasera, ovviamente, è stato annullato.


L'allestimento che la star di Solarolo avrebbe utilizzato durante la tappa di Reggio Calabria era quello "medio" dei tre che solitamente ha a disposizione a seconda delle venue deputate ad ospitare lo show: testimoni pare abbiano comunque contato una quindicina di tir nel parcheggio del palazzetto reggino.

Lo scorso 17 gennaio Rockol aveva sentito il presidente di Assomusica, Alessandro Bellucci, circa la criticità e i problemi che possano avere causato l'incidente di Trieste: "Sarebbe bene che gli artisti iniziassero a farsi certe domande", disse: "Domande del tipo che sforzo ci sia, in termini umani, tecnici e finanziari, dietro l'organizzazione di una data. Chiedersi quanti attori intervengano, in che rapporti collaborino, in che modo guadagnino e in che modo si dividano rischi e oneri. Chiedersi chi lavori, dietro ad un loro show, e non ultimo se il loro promoter in una loro data abbia guadagnato o perso dei soldi. Perché anche qui c'è chi ha coscienza e chi ne ha meno. Io a loro chiedo di acquisire una nuova consapevolezza di organizzarsi in una rappresentanza, di confrontarsi con chi - come noi - sia indispensabile alle loro esibizioni, per lavorare nel massimo della sicurezza, nel rispetto delle regole e degli imprenditori che gli permettono di esibirsi dal vivo. Anche se a pensarci, adesso, mi sembra di chiedere l'impossibile...".
 

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