'Plug In': l'intervento di Alanis Morissette

'Plug In': l'intervento di Alanis Morissette
Il "keynote speech" di oggi prevedeva, al "Plug In" attualmente in corso a New York, un intervento di Alanis Morissette: come da tradizione, infatti, l'organizzazione ha invitato un personaggio di riferimento che offrisse il punto di vista dell'artista sullo stato della musica online. La cantautrice canadese, pioniera della musica in Internet e ex-azionista di MP3.com (vedi news), ha preferito un vero e proprio discorso alla tavola rotonda. Abbigliata nel consueto look hippie, con i lunghissimi capelli sciolti e una grinta notevole, Alanis Morissette ha preso il palco e, scusandosi con la platea perché avrebbe letto anziché parlare a braccio ("non vorrei dimenticarmi nulla..."), ha affrontato a 360 gradi il tema assegnatole, intrattenendo i presenti per circa 20 minuti. Segue qualche stralcio del suo discorso.
Sul "file sharing" e sul "downloading": "... I paradigmi tradizionali dell'industria musicale imponevano restrizioni notevoli, a partire da quelle geografiche... Il successo della musica, quindi, passava dall'efficienza del sistema distributivo regolato dalle major... Ebbene, sistemi come Napster e MP3.com hanno il merito di avere stabilito una connessione diretta e solida tra gli artisti e il pubblico di massa".
Alcune statistiche: "Il 90% degli americani dichiarano di essere fan musicali, ma solo il 15% di essi acquista dischi: significa che la gente è più interessata a una relazione diretta con l'artista che a comprare musica... Il 70% degli americani si dichiarano insoddisfatti dell'efficienza dell'industria musicale, perchè faticano a trovare i CD preferiti nei negozi...".
Sulle major: "Le major hanno successo perchè controllano la distribuzione e la promozione".
Sui retailer tradizionali: "I negozi hanno un magazzino medio di 4.000 titoli, un'inezia; molti vendono anche lavatrici: non hanno alcun interesse nei confronti del lato artistico della musica".
Sulle società di publishing: "Comprano copyright e li gestiscono aggregando flussi di ricavo provenienti da tante fonti omologhe. Non sono diversi dalle banche".
Conclusioni: "Agli artisti oggi non viene offerta una reale possibilità di esprimersi: se non hanno la fortuna di vendere molte copie al primo colpo vengono tagliati fuori, perchè non rientrano negli obiettivi di breve periodo delle case disocgrafiche... Come artista e come donna ritengo questa una questione morale".
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