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NEWS   |   Pop/Rock / 29/02/2012

Heineken Jammin' Festival: 'Speriamo di restare a Milano per tanti anni'

Heineken Jammin' Festival: 'Speriamo di restare a Milano per tanti anni'

La conferma della presenza dei Prodigy all'Heineken Jammin' Festival come headliner della seconda serata, venerdì 6 luglio, è arrivata al promoter Roberto De Luca alle 23.56 di ieri notte. Appena in tempo per la conferenza stampa che stamattina ha svelato il cartellone, ancora incompleto, dell'edizione 2012, priva di artisti italiani ("non è una scelta, piuttosto un caso, e i giochi non sono ancora chiusi", dice De Luca) e  trasferita presso l'area Fiera Milano Live di Rho (Milano) dopo quattro anni piuttosto tribolati trascorsi al Parco San Giuliano di Mestre (Venezia). L'amministratore delegato di Live Nation lo dice per far capire quanto sia difficile organizzare un festival, incastrare esigenze e "schedule" degli artisti, curare i dettagli logistici, prevenire gli imprevisti. "Non abbiamo lasciato Venezia per particolari controversie", sostiene. "Il Parco San Giuliano è bellissimo, e a Venezia abbiamo costruito un bellissimo rapporto con chi ha collaborato fattivamente alla riuscita del Festival. In particolare con il Corpo dei Vigili Urbani,  che è di un'efficienza straordinaria: il traffico è stato gestito in maniera esemplare e non mi era mai capitato di vedere l'area antistante un festival totalmente sgombra di bagarini e venditori abusivi di bibite e magliette". De Luca non cita invece gli amministratori locali, e magari non è un caso, e ricorda le condizioni atmosferiche avverse cui ha dovuto spesso far fronte: "Non possiamo certo dire di essere stati fortunatissimi, da quel punto di vista. A volte sembrava che piovesse  solo lì".


Dunque si volta pagina: e la soluzione al rebus è arrivata grazie  all'amministratore delegato di Fiera Milano Enrico Pazzali, che conferma di avere corteggiato De Luca per oltre cinque anni dopo averlo conosciuto per intercessione di Luciano Pavarotti e Nicoletta Mantovani. Lo spazio da lui messo a disposizione è già stato rodato con successo (40 mila spettatori per i System Of A Down, 35 mila per i Foo Fighters), e per l'Heineken Jammin' Festival la capienza garantita sarà di 50 mila persone. "Speriamo che la nostra diventi una lunghissima collaborazione", dice De Luca, prima di addentrarsi nelle  complessità organizzative e di fare confronti con le altre maggiori realtà internazionali. "L'Hard Rock Calling all'Hyde Park di Londra? Bellissimo, ma al di là della musica non c'è nulla e si mangia in modo orribile". "Glastonbury? E' in mezzo al nulla, senza treni diretti da Londra, si sta immancabilmente in mezzo al fango se non in canotto. Ma anche quello fa parte del divertimento" (e per suffragare la tesi proietta diapositive del festival inglese). Vecchia storia: è il pubblico italiano che è diverso, più difficile ed esigente di quello straniero.  "Le critiche fanno parte del gioco e sono bene accette, ma a volte mi sorprendono. Una professoressa di 40 anni per mail mi ha dato dell'idiota perché ho organizzato il Festival in uno spazio a suo giudizio troppo grande. E io che pensavo fosse giusto dare agli spettatori la possibilità di stare nella mischia ma anche di arretrare per godersi i concerti con qualche metro di più intorno".


Ma niente paura, De Luca non ha intenzione di tirarsi indietro: "Chi, come me, fa il  promoter e non il produttore di spettacoli ogni volta che  organizza un tour si sente un po' frustrato, uno spettatore poco coinvolto. Un festival invece ti permette di fare il direttore artistico, di fare un po' il deus ex machina. Insomma, soddisfa l'ego".  E nemmeno l'Heineken ha intenzione di alzare bandiera bianca: "Il Festival lo facciamo perché ci piace", spiega il direttore commerciale Marco Alberizzi ricordando che l'indice di notorietà tra i giovani della fascia 18-36 anni raggiunge il 96 per cento, prima di illustrare la serie di iniziative e di offerte di entertainment che anche a Rho circonderanno l'evento principale: dal Contest che porterà sul palco 5 gruppi (iscrizioni fino al 31 maggio sul sito di Heineken)  all'allestimento del  villaggio sportivo, dello store,  di una "customization area" per tatuaggi e body painting e di una "Music Equalizer Area" che rappresenta una novità assoluta. Gli chiedono del contributo dell'azienda alla campagna sul bere responsabilmente, e lui ne approfitta per rispondere alle critiche per i prezzi troppo alti della birra all'interno della "città" dell'HJF: "Non facciamo il Festival per smerciare ettolitri di birra. Venderla a 4 o 5 euro invece che a 2 è anche un modo per non incoraggiare consumi eccessivi".


La speranza è che l'area di Rho - con la sua vicinanza a Milano, i suoi collegamenti ferroviari e la metropolitana - inviti il maggior numero di persone a impiegare i mezzi pubblici, anche se la zona Fiera è vicinissima alle autostrade e dispone di 17 mila posti parcheggio. Resta l'incognita del grande caldo, a luglio, su una distesa di asfalto rovente. "Meglio quello della pioggia", replica De Luca, "perché il calore si può quanto meno lenire": giochi d'acqua, vaporizzatori e l'Extra Cold Truck Heineken a 8 gradi sotto zero serviranno auspicabilmente a lenire i bollori del pubblico.