Rivelata la causa della morte di Gary Moore

Rivelata la causa della morte di Gary Moore

Lo scorso 6 febbraio arrivava una brutta notizia. Come quella mattina riportò Rockol: "Gary Moore è scomparso questa mattina, domenica 6 febbraio, in Spagna. A darne notizia è la BBC, che ha avuto conferma del decesso da  Adam Parsons, manager dei Thin Lizzy, la band in cui Moore aveva militato. Moore aveva 58 anni,  era irlandese di Belfast ed aveva guadagnato fama e credibilità grazie al suo stile chitarristico tra il rock blues, anche come solista e in diverse altre formazioni, dopo i Thin Lizzy. La scomparsa sarebbe avvenuta nelle prime ore della mattina nella città di Estepona, all'hotel Kempinski presso il quale Moore stava trascorrendo una vacanza. Al momento non ci sono altri dettagli. L'artista lascia i figli Jack e Gus, avuti dal suo primo matrimonio, e la figlia Lilly, nata da una relazione più recente". Già il giorno seguente i tabloid britannici, citando fonti anonime, avevano parlato di "parecchi brandy" suggerendo che l'eccesso di alcool potrebbe essere stato alla base della morte di Moore. L'ipotesi viene confermata solamente adesso,a  distanza di dodici mesi abbondanti.





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Il "Daily Mail", il solo tabloid che non si limita ad una lettura superficiale, riporta che, al termine dei test tossicologici condotti a Siviglia, si è saputo che Moore è morto per infarto causato dall'ingestione di uno straordinario quantitativo di alcolici. Il musicista aveva nel sangue 380 mg di alcool per decilitro; il limite massimo per guidare in Gran Bretagna è 80. Il quantitativo è solamente di poco inferiore a quello trovato nel sangue di Amy Winehouse, 416, che la sera della scomparsa aveva bevuto tre bottiglie di vodka.
 

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