NEWS   |   Italia / 22/07/2001

Premio Lunezia: parla Tricarico, 'E' troppo presto per farmi i complimenti'

Premio Lunezia: parla Tricarico, 'E' troppo presto per farmi i complimenti'
“Buongiorno, buongiorno, io sono Francesco”: Tricarico si presenta così, all'inizio del testo della sua prima canzone pubblicata su cd. E se volete un consiglio, tenetevi buona questa presentazione, perché lui è uno che non ama parlare, non gli piacciono le interviste e non ama la gente che gli fa troppe domande. Quello che ha da dire lo dice nelle sue canzoni, il resto è superfluo.
Francesco Tricarico ha già dichiarato la sua non disponibilità a pubblicare album, preferendo la dimensione del singolo, più circoscritta e di conseguenza più facilmente controllabile in ogni aspetto. E i fatti sembrano dargli ragione, almeno sulla breve distanza: il suo primo singolo “Io sono Francesco” ha preso immediatamente un volo che non si è ancora interrotto un mese dopo l'uscita del secondo cd single “Drago”. “Io sono Francesco” ha venduto bene da subito: il pubblico e la critica sono rimasti colpiti da quel testo autobiografico in cui l'insensibilità di un'insegnante innesca una specie di piccolo dramma. Oggi, dopo una nomination al P.I.M. come “Canzone dell'anno”, l'affermazione al Premio Recanati, “Io sono Francesco” ha piacevolmente colpito anche la giuria del Premio Lunezia, che lo ha votato come miglior testo composto da un autore emergente. “Mi fa piacere – commenta l'artista -, anche perché la giuria era composta da personaggi come Mogol, che hanno alle spalle carriere importanti”. Ma vendite, premi e complimenti non scompongono il giovane Tricarico, che non si fa certo montare la testa: “Non li prendo in considerazione più di tanto perché al momento ho fatto troppo poco per farmi influenzare dai complimenti. E anche i riconoscimenti ufficiali li prendo con le pinze. Certo, andrò ad Aulla a ricevere il Premio Lunezia, canterò il brano con piacere, ma queste cose mi sembrano un po' spropositate. In fondo sono ancora all'inizio”. Carattere introverso e testa sempre sulle spalle, Tricarico ha comunque il suo punto di forza nei testi, semplici e diretti, espressi con il linguaggio giovanile contemporaneo. “Testo e musica sono inscindibili – dice Francesco -, indelebilmente legati, e si compensano a vicenda: se entrambi hanno forza si consolidano, se uno dei due è più debole viene rafforzato dall'altro. Anche nella composizione dei brani non esiste, almeno per me, uno schema fisso: a volte nasce prima il testo e altre volte il testo è conseguente alla musica”.
L'assoluta e a tratti inquietante pacatezza di Tricarico viene dalla campagna, nello specifico quella parmense, dove è nato e cresciuto e dalla quale trova difficile allontanarsi: “In campagna c'è una maggiore energia ed è un'energia pulita, naturale, senza dispersioni e campi magnetici ovunque. Qui c'è pace, in città faccio fatica a mantenere equilibrio e serenità”.
Quello di Aulla è l'ultimo impegno di Tricarico prima dell'estate, poi ci saranno le vacanze. In autunno saremo in grado di stabilire se il nuovo singolo “Drago” avrà mostrato la stessa forza d'impatto di “Io sono Francesco”.
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