NEWS   |   Industria / 28/02/2012

Musica digitale, secondo CNET Google Music fatica a decollare

Musica digitale, secondo CNET Google Music fatica a decollare

A tre mesi dal lancio, la piattaforma Google Music non sta conseguendo i risultati sperati: lo avrebbero confessato, secondo quanto riferisce Greg Sandoval di CNET, gli stessi uomini di  Mountain View alle case discografiche che collaborano al progetto fornendo i loro cataloghi (tra queste manca ancora Warner Music).


Il potenziale di Google Music, osserva Sandoval, è enorme: se solo la società fosse in grado di convertire al servizio il 10 per cento degli utenti mondiali di smartphone e tablet dotati di sistema operativo Android, 200 milioni di persone, potrebbe contare su una base clienti di ben 20 milioni di persone. Come noto, la "mobile music" è vista dall'industria discografica come una delle sue principali ancore di salvezza per il futuro, sfruttando un modello di business che consente di includere l'offerta di album e canzoni all'interno di pacchetti di servizi  (conversazioni telefoniche, sms, navigazione Internet, ecc.) addebitati direttamente sulla bolletta del telefono.


Sembra però che tanto il numero di clienti del servizio che i ricavi finora generati siano  inferiori alle aspettative di Google. Il team dirigente della società starebbe correndo ai ripari per correggere alcuni errori iniziali, scrive Sandoval facendo notare che il colosso californiano non ha ancora sfruttato appieno la sua potenza di marketing per promuovere adeguatamente l'offerta e che le cose potrebbero cambiare quando la società metterà in commercio una gamma di apparecchi di sua produzione,  a cominciare dal sistema di streaming hi-fi wireless in ambiente domestico a cui sta lavorando da tempo.


Niente panico, dunque, ma qualche preoccupazione da parte degli addetti ai lavori per quello che in teoria dovrebbe diventare il principale concorrente di iTunes, nel momento in cui il panorama della musica digitale, e in particolare delle offerte di musica in streaming, si fa sempre più affollato. La conclusione? Sandoval non si sbilancia: "L'industria musicale", scrive il blogger/giornalista americano, "si trova in una situazione troppo fluida per dire chi saranno i perdenti e i vincitori".