Sergent Garcia: un nuovo album senza frontiere

Sergent Garcia: un nuovo album senza frontiere
Dopo l’album “Un poquito quema’o” la cui fusione esplosiva di son, reggae, rap e salsa, li ha consacrati ad astri nascenti della nuova “pachanka”, i “Sergent Garcia” tornano con un album che ha tutte le caratteristiche per bissarne il successo: “Sin Fronteras”.
Rockol ha incontrato il “Sergento” Bruno Garcia per parlare dei progetti che animano il combo francese alla vigilia di questa nuova fatica. Garcia ci appare rilassato, sicuramente soddisfatto del lavoro svolto e dei risultati raggiunti con questo nuovo album. Senz’altro evocativo il titolo, letteralmente “senza frontiere”, nel quale, come lui stesso conferma: “Traspare quella che è la nostra attitudine nel comporre e nel vivere: non porsi barriere né culturali né ideologiche”, normale per uno come Bruno che, così come il celebre collega Manu Chao, è di origini spagnole, ma è da sempre vissuto nella banlieu parigina di Belleville dove la convivenza tra etnie diverse è sicuramente motivo d’ispirazione.
Tra “Un poquito quema’o” e l’ultimo “Sin fronteras” non esiste una particolare differenza poiché: “L’approccio che abbiamo usato per comporre è sempre uguale: abbozzo una canzone con la chitarra e insieme al gruppo ci lavoriamo su”.
Chiedere a Garcìa qual'è la musica su cui si è formato e da cui trae ispirazione significa dare il via a un lungo elenco di artisti appartenenti ad almeno quattro generi musicali diversi quali rap, reggae, son e salsa: KRS One, Mexakinds, Bob Marley, Anthony B., Gladiators, Irakere, NG La Banda, Charanga Habanera, Paulito FG, Rubén Blades.
Dice il “Sergente”: “La mia musica si fonda in larga parte sul miscelare influenze stilistiche. Mi piace infrangere le barriere e provare a incrociare le culture di vari paesi. Per il reggae e il son ho una predilezione particolare: la loro mescolanza è energia moltiplicata per due, ecco perché amo questi due generi musicali, distanti per origine, ma vicini per attitudine”.
Sul successo che stanno riscuotendo altri artisti che si ispirano ai suoni latino americani, Bruno non si scompone: “E’ buona musica ed è giusto che la gente cominci ad interessarsene”e per quanto li riguarda si dimostra naturalmente lungi dal cavalcare l’onda effimera di una tendenza passeggera: “Per noi questa musica non è certo una moda. E'un modo di intendere la vita per come noi la concepiamo e quando la moda passerà, rimarrà un nuovo pubblico più consapevole e attento a queste proposte”.
In “Sin fronteras” sono presenti alcune collaborazioni, tra le quali figura la chitarra Andalusa di Balbino, un’artista gipsy spagnolo ospite in “Resisteme”: “Le collaborazioni sono sempre costruttive, ogni nuovo modo di intendere la musica è per noi motivo di approfondimento artistico e ispirazione”.
Non ci rimane dunque che aspettare il “sergente” nella veste che li ha consacrati live band trascinante e passionale, con uno spettacolo che si preannuncia esplosivo e tutto da ballare: il suo gruppo, comprende altri dieci musicisti (due percussionisti, tre fiatisti, un batterista, un pianista, un bassista, un flautista e un secondo cantante, cubano). Appuntamento dunque in settembre-ottobre quando il tour di “Sin fronteras” toccherà l'Italia.
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