NEWS   |   Pop/Rock / 27/02/2012

Ed Sheeran racconta il suo esordio '+': 'Il successo? Merito del tanto lavoro'

Ed Sheeran racconta il suo esordio '+': 'Il successo? Merito del tanto lavoro'

Capelli rossi, occhiali e maglietta grigia larga. Ed Sheeran dimostra tutti i suoi (giovani) anni. Più irlandese che inglese, non solo per la chioma e le lentiggini. Più fieramente nerd che rockstar. Il 21enne di Halifax però in patria ne ha già combinate parecchie. Il suo disco di debutto "+" nel 2011 ha venduto due milioni di copie nel Regno Unito, portandolo all'attenzione dei media e soprattutto della giuria dei Brit Awards, che gli ha consegnato due prestigiosi premi come "Best British Male Solo" a "Best British Breakthrough Artist". Domani (28 febbraio) l'album uscirà anche in Italia per Warner. Attorno a lui, in questi anni, è nata un'attenzione crescente, dopo la pubblicazioni dei suoi primi cinque Ep da indipendente spinti anche dal tam tam della Rete.
All'incontro con la stampa italiana, Ed Sheeran dimostra subito di avere le idee chiare: dà risposte brevi, ma sempre molto puntuali. Come quando gli chiedono la genesi di "+": "Mentre pensavo ad un titolo per il disco ho trovato bella l'idea di usare un simbolo, ma che desse comunque l'impressione di un miglioramento, di un passo in avanti. Per questo ho scelto '+'", racconta Sheeran. E prosegue: "Queste canzoni raccontano la mia esperienza di vita finora. Come il singolo 'The A team', ispirato dall'incontro con una ragazza ad un concerto per i senzatetto. E' la storia di una donna che si prostituisce per procurarsi l'eroina. Mi trovo spesso a scrivere cose malinconiche, che derivano da situazioni infelici". Insomma, i protagonisti delle sue canzoni sono spesso personaggi soli e emarginati, come quello di "Lego house". Ma come si potrebbe definire il suono di "+"? "Tutte le canzoni di fatto sono nate come dei demo che ho registrato in pochissimo tempo. Poi le abbiamo sistemate al missaggio io e il produttore Jake Gosling, quindi lo stile dei pezzi non è per niente ragionato, anzi. C'è un po' di soul, di pop ma anche di hip hop", spiega l'artista.

Insomma, Ed Sheeran fa di tutto per sembrare un buon pompiere. Nonostante i numeri siano dalla sua non si incensa, anzi. Anche nel commentare i due Brit Awards ricevuti è piuttosto realista. "Sono stati un gran bella sorpresa, non c'è dubbio. Ma sono solo un punto di partenza, dopotutto", dice. E pensare che tutto è iniziato quando aveva solo 11 anni: l'incontro con Damien Rice in Irlanda, che lo ha spronato a fare il cantautore, gli ha fatto scegliere la strada della musica. Si considera fortunato per aver ricevuto incoraggiamento da un artista del genere? Anche in questo caso la risposta è secca. "Non credo alla fortuna, nella vita conta solo il lavoro. Non so se merito il successo che sta avendo, non sta a me dirlo, ma semplicemente ho colto le opportunità che mi si sono presentate. E l'incontro con Damien è stata uno di queste, niente di più". La vera svolta in realtà è arrivata dopo una telefonata di Elton John e soprattutto il contratto con la Asylum, costola dell'Atlantic Records. "La conversazione con Elton John è stata surreale ed eccitante, all'inizio non ci credevo", ribatte Ed.

Non c'è solo Damien Rice, tra gli ispiratori di Sheeran. Sarà perché gran parte del suo sangue (dalla parte materna) è irlandese, ma il suo idolo da giovane era Van Morrison. "Il primo disco che ho ascoltato nella mia vita è stato 'Irish heartbeat', quello registrato insieme ai Chieftains. L'influenza di Morrison è stata ed è tuttora fondamentale per la mia musica. Ma non solo la sua: Eminem, Bob Dylan o i Beatles mi ispirano allo stesso modo", spiega.
Torniamo ai numeri: i suoi video su YouTube hanno raggiunto 41 milioni di visitatori. "Una bella cosa, ma anche in questo caso non basta. YouTube è importante, ma non ci puoi basare una carriera. Se sei una star lì, comunque hai bisogno di tanto altro lavoro per uscire da quel recinto. Esattamente come per i talent show. Sono una grande occasione di crescere, ma bisogna saperne uscire al momento giusto. Io non li farei mai comunque, non è il mio mondo", sostiene Sheeran.

A sentirlo parlare, l'artista inglese sembra prendersi molto sul serio. E quando glielo fanno notare non fa una piega: "Sono serio perché questo è il mio lavoro, devo esserlo. Ci sto a scherzare su tutto, ma non sulle canzoni". Secondo la BBC, Sheeran è il primo di una nuova generazione di cantautori e sta aprendo la strada ad altri artisti, come Ben Howard ad esempio. "Non c'è nessuna nuova scena", ribatte lui, "I media britannici sono un po' sovreccitati ma in realtà c'è sempre una grande continuità: Nick Drake, Damien Rice, James Blunt e ora noi. La gente dopotutto ha ancora voglia di canzoni d'amore un po' malinconiche".

Scheda artista Tour&Concerti
Testi
BOB DYLAN
Scopri qui tutti i vinili!