Meat Loaf: 'Parlo con i fantasmi'

Meat Loaf: 'Parlo con i fantasmi'

Sempre rischioso, per gli artisti, rivelare particolari della sfera del sovrannaturale. Il problema principale è che poi sei bollato per tutta la
vita perché la gente pensa che sei tocco. Certo che se il personaggio è già un po' bizzarro per conto suo, il rischio si riduce notevolmente. Forse è per questo che Meat Loaf ha affermato d'avere avuto degli incontri particolari. Il cantante, che sta promuovendo il suo nuovo  album "Hell in a handbasket" che è stato prodotto da Paul Crook con interventi anche di Rob Cavallo e di Chuck D, ha detto a Shortlist che viene visitato dagli spiriti. "Credo che, quando uno muore, qualcosa ci sia perché i fantasmi esistono. Li ho visti. Alcuni sono solamente dell'energia rimasta, altri sono intelligenti. Ho avuto delle conversazioni con loro utilizzando una trasmittente K2 che fa dire loro 'sì' o 'no'. E c'è stata una volta che ho visto uno spirito nella mia camera. Quando stavamo facendo 'Bat out of Hell' ho visto una ragazza bionda con un vestito bianco. Sono sceso di sotto dai ragazzi e gli ho detto: 'Guardate che c'è una groupie'. E loro: 'Sì, e come ha fatto ad arrivare lì?'. Allora sono saliti tutti e non c'era proprio nessuno".





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Meat Loaf, che lo scorso 28 luglio nel bel mezzo del concerto di Pittsburgh è stato colto da un attacco d'asma che l'ha fatto rovinare al suolo davanti ad uno stuolo di fan atterriti, già che c'era ha rivelato di non condurre uno stile di vita rock'n'roll. Questo oggi. Perché una volta era un altro paio di maniche. "Non ho storiacce per gli anni Settanta o Ottanta", ha detto. "Però gli anni Sessanta sono stati tosti. Mi facevo di acidi e ho frequentato tutti, da Hendrix a Daltrey passando per la Joplin e i Dead".

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