Claudio Rocchi: 'Sul Fondo di Solidarietà della SIAE un'alternativa c'è'

Claudio Rocchi: 'Sul Fondo di Solidarietà della SIAE un'alternativa c'è'

Si è svolta ieri sera (21 febbraio), come da programma, l'assemblea dei "mille autori" SIAE che protestano contro l'abolizione (meglio: la trasformazione) del Fondo di Solidarietà e il blocco dell'erogazione degli assegni di professionalità (leggi pensioni) agli associati che hanno superato i sessant'anni di età.

A raccontarci come è andata è il cantautore Claudio Rocchi, portavoce delle istanze della base degli associati e promotore di una proposta discussa ieri in assemblea: "Il TeatroSpazio di Roma era superaffollato, e uno schermo montato fuori dal locale riproponeva le immagini anche all'esterno", ci ha detto poco fa. "C'erano le telecamere di vari telegiornali e molti ospiti noti: Gigi Proietti,  Michele Mirabella, Ettore Scola, Carlo Lizzani e tanti altri". Cantanti e musicisti? "C'era Renzo Arbore. Ho visto Tony Pagliuca, autore della lettera aperta ad Adriano Celentano. Tony Santagata, il produttore Renato Marengo.. Nei giorni precedenti avevo avuto molti contatti con  l'Anart, con Cristiano Minellono dell'UNCLA, con  Mario Lavezzi in rappresentanza della Federazione Autori".

Rappresentanza sparuta, comunque: come mai? "Non saprei. Qualche giorno fa, casualmente, sono rientrato in contatto dopo quarant'anni con Alan Sorrenti: lui, socio SIAE che ha maturato il diritto a percepire l'assegno di professionalità, di questa vicenda non sapeva nulla. E forse i musicisti più noti e 'in carriera' non si sono nemmeno accorti della novità, a meno che non siano andati a controllare i loro estratti conto in banca. In SIAE ci sono autori musicali che incassano oltre un milione di diritti all'anno e altri che percepiscono qualche decina di euro...Tra i 1.083 aventi diritto  c'è una disparità di situazioni vastissima".

"Comunque", riprende Rocchi, "ci sono stati interventi molto importanti, cito per tutti quello di Mirabella. E ho riscontrato molta passione, molta voglia di fare qualcosa. Ora l'obiettivo è di fare approvare il documento che ho presentato e che ha un unico oggetto: l'inserimento nel decreto legge  'Cresci-Italia' del governo Monti (che all'art. 39 comma 4 cita già la SIAE) di un emendamento che sovrascriva quanto disposto dalle delibere commissariali n. 86 del 15-11-2011 e n. 003 del 13-1-2012 e relative modifiche, ripristinando per il Fondo di Solidarietà della SIAE lo status quo ante. La proposta è di arrivare a una nuova governance entro il termine massimo di un anno dall'insediamento di una nuova assemblea di rappresentanza degli associati SIAE. Fino ad allora chiediamo il reintegro della disciplina precedente e l'abrogazione delle disposizioni incompatibili. Così facendo si tornerebbe automaticamente  alla situazione di prima, facendo ripartire l'erogazione degli assegni di professionalità e delle prestazioni di assistenza sanitaria".

Nell'intervista rilasciata a Rockol, il direttore generale Gaetano Blandini dice che questo non si può fare... "Ho avuto modo di incontrarlo personalmente il giorno prima della riunione, il 20. Ero andato in SIAE per consultare le delibere commissariali e mentre mi trovavo lì ho ricevuto una telefonata dalla sua segreteria. Ci siamo parlati, e nel primo pomeriggio sono stato invitato a salire da lui per un incontro che è durato un paio d'ore. L'ho ascoltato con viva attenzione argomentare in modo molto corretto e preciso, esponendo una serie di evidenze e di documenti. Ma non ho concordato sul fatto che non ci sia la possibilità di agire diversamente. Lui stesso si è molto stupito del lavoro svolto in questi ultimi giorni, del fatto che per la prima volta nel mondo autorale della SIAE si sia organizzato un cartello di rappresentanza pressoché unitario. Sulla proposta che abbiamo elaborato mi sembra che nessuno abbia nulla da eccepire, perché a nessuno è piaciuta quella delibera né sono piaciute le successive modifiche che tendono all'abolizione delle ritenute del 4 e 2 per cento sugli incassi di autori e editori. Gli 83 milioni residui in cassa (87, secondo i dati ufficiali SIAE, ndr) sono soldi degli autori, prelevati a loro. Dai calcoli che abbiamo fatto, ripristinare l'erogazione dell'assegno agli 1083 aventi diritto e le prestazioni di  assistenza sanitaria  equivarrebbe a spendere in un anno più o meno dieci milioni di quel Fondo".

Posizione inconciliabile a quella di Blandini? "Non mi sembra. Anzi, da lui mi sono sentito incoraggiato ad attivarmi affinché le forze politiche rappresentate in Parlamento si mobilitino per far arrivare la nostra richiesta sul tavolo del Consiglio dei Ministri. Non partiamo da zero, dal momento che una Commissione di studio aveva già individuato la soluzione nella creazione di una  Cassa di Previdenza esterna, una Fondazione con personalità giuridica autonoma che consenta di superare la dicotomia tra prestazioni previdenziali e attività solidaristica. Proprio per questo sono convinto che quello che non si è fatto in diciotto anni si possa fare in dodici mesi. Lo scenario è mutato e i tempi sono maturi. Non succede mai nulla finché non succede qualcosa. E ora qualcosa sta succedendo".   

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