UKF Channels: intervista a Karl Nielson, co-direttore di AEI Media

Il fenomeno clubbing di questo ultimo periodo prende il nome di dubstep. A conferma della propagazione massiva del genere non solo nei locali, ma anche tra chi non si definisce solamente un clubber, è arrivata qualche giorno fa la vittoria di Skrillex ai Grammy Awards: il beatmaker si è aggiudicato ben tre premi.

Gli appassionati di dubstep, ma anche di drum&bass, sicuramente conosceranno per filo e per segno i due canali per eccellenza promotori di novità e propagatori dei due stili sopra citati: UKF Dubstep e UKF Drum&Bass. Per saperne di più riguardo la nascita di questi progetti, in particolare quello inerente alla dubstep, e per capire come sia nato ed evoluto il movimento, abbiamo intervistato Karl Nielson, .co-direttore di AEI Media. Abbiamo chiesto a Karl di spiegarci come sia nata l’idea di un canale musicale monotematico e di come vengono selezionati i video che gli utenti possono vedere sugli UKF Channels: “Luke Hood è colui che ha ideato i canali UKF, è stato spinto dalla delusione di non riuscire a trovare musica del generi dei quali è fan, ovvero dubstep e d&b, concentrati tutti in uno stesso luogo. Era costretto a passare molto tempo a fare ricerche, così ha ben pensato di creare lui stesso uno spazio dove tutti coloro che amano queste due correnti di clubbing possano trovare novità e ascoltare ciò che preferiscono. E’ lo stesso Luke a selezionare i video e ad occuparsi di tutta la programmazione musicale dei canali, tiene sempre aggiornato il nostro pubblico sia proponendo nomi caldi della scena che rispondendo alle richieste degli utenti. Inoltre, abbiamo la possibilità di offrire a chi ci segue lo streaming di tanti eventi su UKF Live. Abbiamo realizzato la diretta dal vivo, nel 2011, di moltissime serate speciali, inclusa la festa del nostro secondo compleanno al Cable Club di Londra. Abbiamo in programma tante sorprese per questo 2012 e regaleremo ai nostri fan grandissimi liveset previsti sia in Europa che negli Usa”, ci racconta Nielson. Domandiamo a Karl chi sono gli utenti-tipo dei canali e di come sia cresciuto il pubblico da quando il progetto è stato messo in Rete: “I ragazzi che ci seguono sono giovani, motivati e grandissimi appassionati non solo di dubstep e d&b ma di tutta la musica in generale. In due anni online, abbiamo più di due milioni di iscritti e quattro canali: UKF Dubstep, Drum & Bass, Music e Mixes. Il nostro pubblico sta diventando sempre più internazionale e giovane, è attentissimo alle novità e ci richiede tanta musica. Noi facciamo davvero il possibile per accontentare i nostri appassionati”, prosegue il co-direttore di AEI Media. Approfondiamo con Karl la storia della dubstep e gli chiediamo qualche dritta sugli esponenti del genere: “Nomi forti di questo periodo? Direi che tra i più seguiti ci sono Nero, Flux Pavilion, Modstep, DJ Fresh, e il duo canadese Zeds Dead. Tra i nomi nuovi della scena suggerirei Gemini, Cutline e Xilent. La storia della dubstep ha inizio nel 1998 come genere sperimentale, che nasce dai remix della dub strumentale e della 2-step garage, arricchiti da funky e break beat. Zed Bias è stato il primo ad unire gli elementi più ‘dark’ della drum&bass con la 2-step. Gli esponenti di queste sonorità contaminate sono i beat maker di Croydon, a Sud di Londra, dove Plastician, Distance e DMZ hanno cominciato a porre le basi della scena, che ha avuto il suo culmine nel 2002 con l’arrivo di Skream & Bega e con siti musicali come Get Darker. Il successo massivo in UK di questo filone del clubbing è dovuto a talentuosissimi dj che non hanno avuto mai paura di sperimentare. La dubstep è emozione, forza ed energia, racchiude la perfetta essenza dell’essere giovani, è l’antidoto musicale per eccellenza. Certo, questo genere negli anni è cambiato, si è evoluto, si è andato a scontrare anche con la d&b. I puristi della scena all’inizio non hanno ben visto la cosa, ma poi, essendo la dubstep un genere sperimentale, hanno aperto i loro orizzonti, dando vita a dei sound unici e stupefacenti”, afferma Nielson. Per concludere l’intervista, chiediamo a Karl cosa si prospetta nel futuro degli UKF Channels: “Vogliamo certamente ampliare la nostra disponibilità di video ed essere sempre di più al passo con l’evoluzione della scena. Abbiamo in programma molti eventi, tour e la crescita della nostra famiglia di canali. Il nostro obiettivo principale rimane, però, il sostegno e la diffusione della bass culture”, conclude il co-direttore.

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