Cranberries, 'Roses': 'Un disco che racchiude la nostra parte più intima'

Cranberries, 'Roses': 'Un disco che racchiude la nostra parte più intima'

Tornano dopo dieci anni con un nuovo disco di inediti i Cranberries. La band irlandese capitanata dalla carismatica Dolores O' Riordan pubblicherà il 21 febbraio in Italia "Roses": dodici tracce dal sapore rock. "Un disco intimo e maturo allo stesso tempo", come afferma il gruppo. Abbiamo incontrato Noel Hogan, Fergal Lawler e Mike Hogan in una piovosissima mattina milanese. Dolores purtroppo è assente a causa di un grande affaticamento post jet lag e alla stanchezza dovuta all'esibizione che ha visto la band protagonista lo scorso sabato della serata finale del Festival di Sanremo. Abbiamo chiacchierato con i tre musicisti della loro nuova fatica in studio, del loro ritorno insieme dopo la lunga pausa e dei loro progetti futuri. “Il titolo del nuovo disco nasce da una canzone molto speciale peer noi, magica. ‘Roses’ è l'ultima traccia che abbiamo scritto durante i lavori in studio di registrazione. Era un demo in realtà, eravamo davvero indecisi se pubblicarlo o meno. E’ un pezzo nato da un'incidente, o forse meglio dire grazie ad una fatalità: il brano è stato spedito a Dolores per errore un giorno che era al cinema coi bambini. Non ha resistito e ha ascoltato il pezzo in sala con le cuffie. Dopo averlo sentito ci ha chiamato elettrizzata: 'E questa da dove salta fuori? Non me l’avevate fatta ancora sentire, amo questa canzone', ci ha detto e ne ha voluto scrivere subito il testo. Abbiamo sempre scelto titoli molto lunghi per i nostri dischi ma questa volta ci siamo detti che 'Roses' era davvero un nome perfetto per racchiudere i brani e forse ci avrebbe portato anche bene”, afferma Fergal sorridendo. Chiediamo alla band quali siano le loro sensazioni sulla loro nuova fatica in studio: "Questo disco è davvero molto vicino ai primi due album che abbiamo realizzato durante la nostra carriera, ma con l'aggiunta della freschezza del presente. Non è un lavoro in cui abbiamo cercato di creare hits o un disco realizzato per fini commerciali. Penso che sia un disco vero, che racchiude il sound reale e genuino dei Cranberries. ‘Roses’ è stato realizzato in un lungo lasso di tempo, ce lo portiamo dietro dal 2003, anno in cui abbiamo deciso di prendere strade diverse. Sono passati dieci anni dalle tracce precedenti e ci siamo presi un lungo periodo per queste canzoni, del tutto necessario, per non tralasciare nulla e fare tutto in modo ottimale. E’ stato di certo un processo più denso rispetto agli altri dischi", afferma Noel. Il primo singolo estratto dalla nuova “creatura” dei Cranberries è “Tomorrow” e ci facciamo raccontare di cosa parla: “'Tomorrow' è di certo la canzone più positiva del disco, è una sorta di ‘carpe diem’. Fai tutto ciò che vuoi adesso, senza aspettare domani, non rimandare mai. Vivi la vita giorno per giorno e il futuro sarà di sicuro più bello. La vita è un soffio, goditela”, prosegue Fergal. Parliamo, poi con i tre artisti del momento in cui hanno capito di voler suonare di nuovo insieme: "Dobbiamo tornare indietro al 2009, alla performance acustica di Dolores al Trinity College. Ci siamo rincontrati faccia a faccia dopo un paio di anni che non ci vedevamo ed è stato fantastico. Qualche mese dopo ci siamo rivisti con Dolores e abbiamo deciso di organizzare un reunion tour, durato dal 2009 al 2011 inoltrato. Durante i soundcheck ci siamo trovati a scrivere nuovo materiale e abbiamo sentito la stessa alchimia di una volta, un’empatia pazzesca che ci ha fatto capire che la pausa di dieci anni forse non era mai esistita Siamo tornati in studio e abbiamo registrato i nuovi pezzi. Era aprile e in sei settimane è nato questo disco del quale siamo molto orgogliosi", afferma Mike. "Non è cambiato niente in tutto questo tempo, anzi, forse ora siamo più rilassati. Ci conosciamo da una vita e lavorare con persone delle quali sai tutto rende le registrazioni più facili e piacevoli. All'inizio di questo nuovo progetto non avevamo un’etichetta a supportarci, abbiamo registrato per noi stessi. Realizzare un album per te è sicuramente meno stressante, senza pressione segui solo i tuoi ritmi e speri solo che poi alla gente piaccia, nulla di più", ribadisce Fergal. Ma cosa rappresenta “Roses” per i ritrovati Cranberries?: "Questo disco rispecchia di certo il suono dei Cranberries alla perfezione,siamo noi in tutto e per tutto. Dopo i primi due dischi penso che questo sia il nostro lavoro migliore. In mezzo, abbiamo realizzato delle raccolte, e gli altri dischi erano ottimi ma qualcosa di questi album poteva essere di certo perfezionato. Quando si siamo trovati a suonare per il tour, la pausa che ci siamo presi è come se ci avesse dato una rinfrescata, è stato un punto cruciale per la nostra carriera ed essere diventati anche più maturi ha contribuito a rafforzare il nostro legame. Inoltre, le esperienze da ‘solisti’ ci hanno arricchito come persone e come musicisti. Dolores scrive sempre testi nei quali riporta esperienze personali e sensazioni, ma ora lo fa in modo più intimo e coinvolgente", dice Mike.

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I Cranberries saranno in Italia quest’estate per tre live: il 30 giugno si esibiranno a Piazzola sul Brenta presso l’Anfiteatro Camerini, Il 2 luglio saranno all’Auditorium Parco Della Musica di Roma e il 4 luglio suoneranno all’Arena Civica di Milano. Chiediamo ai tre musicisti cosa vedremo sul palco durante questi concerti: “Penso che i nostri live saranno un mix di canzoni del nuovo album e di hit storiche del repertorio dei Cranberries. Credo che i brani più conosciuti verranno cambiati ogni due o tre sere, giusto per variare, anche perché abbiamo moltissimi fan che ci seguono in tutte le date del tour nel loro Paese ed è bellissimo. I ragazzi che ci seguono sono pazzeschi, durante il reunion tour abbiamo visto nel pubblico sedicenni che cantavano anche i nostri pezzi più datati. Siamo molto legati ai nostri fan, sono unici. Tra una quindicina di giorni pianificheremo le performance, in modo tale da avere una scaletta di brani più precisa. Sicuramente il nostro nuovo album sarà in primo piano", dice Noel. Prima di congedarci, chiediamo ai Cranberries se ricordano il loro primo concerto: “Certamente ricordiamo molto bene la nostra prima esibizione. Eravamo in un night club, il Ruby's di Limerick, e la sala principale in cui suonavamo era davvero minuscola. E' buffo ripensarci adesso, eravamo molto nervosi e timidi, avevamo cinque o sei pezzi in repertorio, che abbiamo suonato almeno un paio di volte ciascuno per allungare il set. Una performance davvero imbarazzante", e ridono di gusto.

Dall'archivio di Rockol - raccontano Dolores e "In the end", l'album postumo
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