Tiromancino,
i due destini di un gruppo,
dal Gay Pride al G8

Tiromancino, i due destini di un gruppo,dal Gay Pride al G8
“Due destini” uno dei tormentoni dell’estate? Qualche tempo fa sarebbe sembrato altamente improbabile, oggi è realtà. La canzone dei Tiromancino ha avuto la stessa inaspettata e fortunata sorte del film “Le fate ignoranti” di Ferzan Ozpetek, di cui è colonna sonora. Un giusto riconoscimento per un gruppo non certo alle prime armi.

Dopo anni di sacrifici, qualche compromesso e cinque dischi, la band di Federico Zampaglione si è conquistata un pubblico fedele: “Forse la nostra musica ha finalmente trovato la sua vera forma ed essenza, e, magari, il panorama musicale italiano è cambiato e anche qui da noi si comincia a prestare più attenzione ai prodotti di qualità”, ha raccontato Federico a Rockol. “Sicuramente i Tiromancino hanno lavorato su se stessi; abbiamo riflettuto sulle cose che facevamo un tempo, cercando comunque di tirar fuori qualcosa di originale. Molto spesso il limite dei gruppi rock italiani è di cercare di imitare le sonorità straniere. L’Italia, in fondo, ha una tradizione ben precisa e, per quanto ci riguarda, abbiamo sempre cercato di valorizzarla, anche attraverso i testi, che spesso vengono messi in secondo piano. Questo ci ha portato via molto tempo e molte opportunità di avere un successo immediato, perché siamo sempre stati poco collocabili all’interno del panorama musicale del nostro Paese”.

L’ultimo album dei Tiromancino, “La descrizione di un attimo”, uscito lo scorso anno, ha ad oggi raggiunto le 60.

000 copie vendute ottenendo il disco d’oro e raccogliendo alcuni singoli molto amati e – soprattutto – cantati, come “Muovo le ali di nuovo” e, appunto, “Due destini”. Paradossalmente “La descrizione di un attimo” è diventato uno tra i dischi più duplicati dal mercato nero: “Se devo dire la verità, all’inizio aspettavo con ansia che i marocchini avessero il nostro album, anche se poi come al solito le cose sono passate da un eccesso all’altro. Però, ben venga… anche perché penso che durante l’estate la gente compri i dischi più dalle bancarelle che in negozio. Naturalmente questo non è un problema legato solo al nostro lavoro, ma anche agli altri artisti. Il punto è sempre il solito: i dischi costano troppo e le case discografiche non riescono a reinventarsi un sistema più equo per commercializzare la musica. Credo sinceramente che un ragazzino di 15 anni preferisca spendere 10.000 lire per un CD masterizzato che spenderne tre volte tanto per l’originale, specialmente se non è un fan dell’artista i questione. Tutti, in fondo, abbiamo duplicato i dischi”. .


L’impegno dei Tiromancino, che da sempre hanno portato la loro musica sui palchi dei centri sociali e delle feste popolari, dopo un tour in Spagna e Portogallo come supporter dei Morcheeba e un concerto annullato insieme a Manu Chao, non si limita alla musica.

Il gruppo parteciperà infatti alla grande manifestazione che si terrà a Genova dal 20 al 22 luglio in concomitanza con l’incontro tra i potenti del mondo: “Parteciperemo alla manifestazione contro il G8. Ancora non sappiamo in quale giornata saremo presenti, ma faremo il possibile per esserci. In questo momento è importantissimo fare pressione su coloro che pensano di avere potere assoluto e poter decidere di fare qualunque cosa. Più che mai, in questo momento, bisogna prendere una posizione”. Posizione che, una manciata di giorni fa, è stata ripresa in maniera assolutamente festosa e pacifica dalla comunità gay della capitale, naturalmente in difesa dei propri diritti contro le discriminazioni sessuali. Dopo Paola & Chiara, scelte a Milano come madrine per il Gay Pride (vedi news), anche i Tiromancino sono finiti nella speciale compilation musicale della tappa romana: “Siamo stati molto contenti del fatto che, dopo la nostra inclusione nella colonna sonora del film ‘Le fate ignoranti’ di Ozpetek, anche al Gay Pride abbiano apprezzato la nostra musica. Abbiamo visto parte della festa in televisione, dove la gente sui carri ballava al ritmo di ‘Due destini’, che è stato trasformato in un vero e proprio inno. Siamo davvero orgogliosi che ciò che abbiamo creato possa essere utilizzato per manifestare una posizione sociale di libertà ed emancipazione. Il discorso legato al Gay Pride, in fondo, non è molto lontano dalla questione del G8. E per i Tiromancino è stato un onore”.

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