Originario di Vasto, in Abruzzo, vive da 6 anni a Bologna, dove si sta laureando e dove trova ispirazione per la sua attività musicale. In questi giorni è in uscita il suo primo singolo, dal titolo apparentemente stupido; ma sotto il doppio senso perennemente in agguato si nasconde una filosofia tutt’altro che spicciola. “’Mikateladogratis’ – ci spiega Falcone - è nato nell’estate 2000, al ritorno dalle vacanze. Non è nato da una vicenda particolare: un titolo così improbabile fa pensare a certe cose, ma i realtà io considero ‘Mikateladogratis’ come un teorema di vita, e cioè il fatto che nessuno ti regala nulla. Quindi non è una frase necessariamente rivolta all’ambito sessuale o sentimentale, ma anche a quello lavorativo, amichevole… In qualsiasi ambito una cosa te la devi conquistare!”.
E a confermare questa versione dei fatti c’è un videoclip ambientato in un supermarket dove Falcone si aggira per fare la spesa. Ma tutto quello che desidera gli viene soffiato all’ultimo momento da qualcuno. “Sì – spiega il cantautore -, qualcosa che viene metaforicamente rappresentato da una mela: c’è una ragazza che fugge con questa mela e non me la vuole dare. Lei scappa e io la rincorro in questo supermercato dove incontro un sacco di ostacoli. Esattamente come succede nella vita, perché quando cerchi di rincorrere qualcosa c'è sempre qualcosa di mezzo che si frappone e quindi devi lottare. Però, alla fine, la mela me la dà. Il messaggio è che quando si lotta per qualcosa alla fine la si ottiene”.
Come la ricerca di un contratto discografico, per esempio, che ha rappresentato per Fabio una vera ossessione: “Io ora ho 24 anni ed ho passato il periodo dai 18 ai 23 girando tutta Italia in cerca di qualcuno che mi potesse dare una speranza per questa cosa. Ho rotto le scatole a tutti. Ora qualcosa sono riuscito a ottenere e spero di continuare così”.
La formazione musicale di Falcone è iniziata molto presto: “Suono il pianoforte da quando avevo 6 anni, ho frequentato il conservatorio e quindi ho studiato un po’ di classica, ma dai 15 anni mi sono buttato nella musica rock e ho passato 3 o 4 gruppi prima di formare il gruppo base, il fulcro di quella che è la mia realtà attuale. Suoniamo insieme da sette anni e ora Max Monti, Giò Martinelli, Jakka e Max Giuliani costituiscono la mia band da quando si è deciso di portare avanti il progetto a mio nome. Il pianoforte lo uso prevalentemente per comporre, ma dal vivo suono soprattutto la chitarra”.
Oltre al brano portante, il cd single contiene la versione strumentale e la canzone ‘Non ha senso’, anche più ricca di significati rispetto a "Mikateladogratis", come spiega l’artista: “Ho sempre tenuto molto a questa canzone. ‘Non ha senso’ nasce in un periodo di crisi, di quelli in cui nulla sembra andare bene. Ed è una canzone effettivamente senza senso, in cui si dice che ‘il giapponese non ha senso, la tangenziale non ha senso, il matrimonio non ha senso’, e anche ‘quello che dico non ha senso’, quindi con una forma di contraddizione rispetto a tutto quello che affermo nella canzone stessa. E’ un pezzo di ‘crisi trasversale’: una crisi all’interno di una realtà che mi dava la possibilità di arrivare a qualcosa che però non riuscivo effettivamente ad afferrare. E quindi mi sembrava che tutto quello che c’era in torno a me non avesse alcun senso. Però magari lo aveva e ora mi trovo qui; così ‘quello che dico non ha senso’”.
Ci si ride sopra davanti a una buona birra, ma Falcone parla sul serio, perché “A volte dici cose che ti sembrano delle stupidaggini, ma alla lunga si rivelano più vicine alla realtà di quanto tu possa veramente pensare”. Ma la realtà ha un senso?