Cosmic Rough Riders,
il sole della California splende a Glasgow

Tablas, arpeggi di chitarra, canti e controcanti: nel minuto e mezzo di "Brothers gather round", che apre “Enjoy the melodic sunshine”, sembra di sentire un gruppo della west coast, periodo fine anni ’60, primi anni ’70. Invece si chiamano Cosmic Rough Riders e arrivano dalla odierna Scozia. E hanno inciso non solo una canzone, ma tutto un disco che è un piccolo concentrato di musica inattuale dai titoli che sanno di altri tempi (“Baby you’re so free” o “Revolution (in the summertime)”, che sarà il prossimo singolo, in uscita il 23 luglio).
“Arriviamo da Glasgow, dove non c’è il sole, per cui sogniamo la California”, spiega a Rockol James Clifford, bassista del gruppo, nel suo quasi incomprensibile accento scozzese.“A dire la verità, ci sono sempre piaciuti i Beach Boys, e tutti i gruppi californiani anche se siamo troppo giovani per averli seguiti al tempo... Ascoltiamo anche molta musica contemporanea come i Pearl Jam. Che poi si riallacciano a Neil Young, per cui il cerchio si chiude... Comunque, tornando alla California, il nostro è più un ideale che un riferimento diretto: è per questo che abbiamo messo un aereo sulla copertina del nostro disco, vorremmo volare via da qua...”.
La copertina, peraltro, riflette perfettamente lo stile musicale del gruppo: psichedeliche strisce azzurre e blu su cui campeggiano altrettanto psichedelici titoli. Ovvero lo stile Poptones, l’etichetta di Alan McGee, il fondatore della Creation e scopritore degli Oasis che alla fine del 2000 si è messo in proprio lanciando nuovi talenti. Come i Cosmic Rough Riders, appunto: “ci troviamo molto bene con la Poptones”, commenta Clifford. “Avevamo pubblicato un paio di dischi per una piccola etichetta, la Raft. Alan è venuto a vederci a Glasgow e ci ha proposto un contratto. Così abbiamo reinciso le nostre prime canzoni per ‘Enjoy the melodic Sunshine’, che di fatto è il nostro vero esordio.”
“La Poptones”, continua Clifford “è perfetta per noi: nessuna struttura e pressione tipo quella delle major. L’etichetta è una gruppo di rinnegati che vogliono fare musica stando lontano dal music-biz... Alan ha un’idea molto precisa di quello che vuole fare, che si esprime bene anche nella grafica dei dischi, contraddistinta da motivi ricorrenti retrò che nel nostro caso sono molto adatti”.
“Non ci sono orientamenti sessuali, razziali o di qualunque altro genere: c’è solo una grande attenzione allo stile, all’immagine dell’etichetta”, aveva raccontato McGee a Rockol lo scorso novembre. “Tutto quello che posso dirvi è che Poptones vuole essere un’etichetta fuori dal coro nello stesso modo in cui io mi sento un individuo fuori dal coro. Abbiamo già messo sotto contratto una quindicina di gruppi, e a tutti vogliamo dare il tempo necessario per crescere e maturare. Si può fare, se si contengono i costi di promozione e i prezzi dei dischi”.
E, nel caso dei Cosmic Rough Riders, si può ben dire che se il buongiorno si vede dal mattino, e se avranno il tempo di maturare, soprattutto in una direzione meno derivativa e più personale, il loro futuro sarà luminoso. Come il sole della California.
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