Concerti USA, strategie anti-bagarinaggio: la tattica di Eric Church

Concerti USA, strategie anti-bagarinaggio: la tattica di Eric Church

In Europa è un perfetto Carneade, ma Eric Church - negli Stati Uniti - è uno degli astri nascenti sul panorama country moderno: classe '77, il cantante ha debuttato nel 2006 con l'album "Sinners like me", per poi arrivare - dopo la pubblicazione di "Carolina" nel 2009 - a conquistare le vette delle chart a stelle e strisce con il suo nuovo disco, "Chief", pubblicato lo scorso anno. Una notorierà improvvisa che, oltre ad un disco d'oro, gli ha procurato diversi grattacapi, tra i quali quello del bagarinaggio ai suoi spettacoli dal vivo. "E i bagarini non li ho mai potuti sopportare", ha ammeso lui nel corso di un'intervista a Billboard: "Non mi era mai capitato di dover affrontare un problema del genere: devo ammettere che il successo mi ha colto impreparato". Church, tuttavia, non si è perso d'animo e ha escogitato con il suo manager - Fielding Logan, che oltreoceano cura gli interessi anche dei Black Keys - un sistema per arginare il fenomeno. "Gli iscritti al mio fan club posso acquistare fino ad otto biglietti per l'area 'pit' (quella, transennata, immediatamente antistante il palco, ndr) e per i posti a sedere centrali", ha spiegato lui: "E' il tipico genere di biglietti molto ambiti dagli appassionati, sui quali la speculazione dei bagarini è più alta. Così abbiamo deciso innanzitutto di tenere i prezzi molto bassi, in modo da rendere i biglietti il più accessibili possibili ai fan". Un eventuale bagarino, tuttavia, potrebbe iscriversi al fan club, fare incetta di tagliandi e rivenderli indisturbato sul mercato secondario. "E a questo proposito le ultime tre settimane ci sono state molto utili per affinare la nostra tattica anti-bagarinaggio", ha spiegato il manager di Church, Logan: "Per individuare gli speculatori è sufficiente guadare le liste degli acquirenti con un po' di criterio: se - per ipotesi - per un concerto nel bel mezzo del Kentucky ricevessimo delle richieste massicce da Las Vegas, New York o Los Angeles, potremmo dire con un buon margine di sicurezza che si tratti di bagarini infiltrati. Per esempio, per uno spettacolo a Nashville, abbiamo ricevuto 75 ordini dal Nord Carolina da diversi indirizzi e-mail, tutti molto simili e tutti riconducibili alla stessa persona: abbiamo approfondito la verifica e abbiamo scoperto che il titolare di questi indirizzi aveva contattato il nostro fan club ben 14 volte. Alla luce di quanto accaduto, abbiamo aggiornato la policy del nostro fan club: essendo i biglietti numerati e quindi riconducili all'acquirente, abbiamo deciso di radiare dal fan club chiunque venga sorpreso a praticare bagarinaggio. Anche a costo di passare giorni e giorni a spulciare le liste di prevendita". Tenere i prezzi bassi, a questo punto, è risultato favorevole per smascherare i male intenzionati: "Meno costano i biglietti, più i bagarini diventano avidi", ha osservato Church, "E più diventano avidi, più diventano riconoscibili e - di conseguenza - neutralizzabili. Ma è ancora una sfida: stiamo cercando di tenere il più lontano possibile quei viscidi figli di puttana dal nostro tour". Nulla in contrario, da parte dell'artista, se i fan stessi vogliano rivolgersi al secondary ticketing: "E' una loro scelta, che comunque rispetto: se i biglietti li comprassero dal fan club, li pagherebbero anche meno della metà, ma posso scendere a compromessi col fatto che qualcuno preferisca spendere di più rivolgendosi al mercato secondario. Quello che non accetto è che gli speculatori - siano essi bagarini o dipendenti di compagnie di secondary ticketing - si infiltrino nel mio fan club, acquistino biglietti a prezzi bassi e li rivendano ai miei veri fan a prezzi altissimi. Loro vogliono che i biglietti siano cari? Beh, io no".

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