I professionisti della dance promuovono l'Italian Music Conference

I professionisti della dance promuovono l'Italian Music Conference

E’ giovane, ma crescerà. Questo il commento prevalente tra gli addetti ai lavori della scena dance internazionale convenuti in questi giorni all’Hotel Le Conchiglie di Riccione per partecipare alla seconda edizione dell’Italian Music Conference (vedi news).
Partita tra qualche perplessità per le annunciate defezioni (poi parzialmente rientrate) di alcune delle maggiori etichette specializzate italiane, la convention – che si chiude oggi, martedì 19 giugno - ha invece raccolto un numero consistente di operatori e personalità della scena house/underground, tra dj di fama mondiale (Tony Humphries, Deep Swing, Benji Candelario, Robert Owens, Kid Batchelor, accanto agli italiani Joe T. Vannelli e Frank ‘O Moiraghi), vocalist d’eccezione come Michelle Weeks e Sabrynaah Pope ed etichette leader del settore come la britannica Ministry of Sound, la francese Scorpio, la tedesca ZYX e le major Warner Music e Sony.
L’idea di organizzare un meeting professionale a bordo piscina, in puro stile Miami Winter Conference, è apparsa ancora da rodare, con la maggioranza dei delegati a fare gruppo nella hall dell’hotel, e anche i party notturni organizzati nelle più celebri discoteche della zona (Paradiso, Pascià, Villa delle Rose) non sembrano avere acceso un interesse spasmodico su qualche promo o novità discografica presentata in anteprima: a fare la parte del leone, nelle chiacchiere e negli scambi di materiale tra gli addetti ai lavori, sono stati hit già conclamati dei dancefloor come “Another chance” di Roger Sanchez, “Real life” di Raven Maize e “Live to tell” di Lucrezia.
Pubblico abbastanza numeroso e interessato anche per il convegno “La musica in rete: morte o rinascita del diritto d’autore?”, ravvivato da una pirotecnica performance di Umberto Rapetto, comandante del Gruppo Anticrimine Tecnologico e responsabile dell’Area Sicurezza all’Autorità per l’Informatica, già divenuto una star televisiva e radiofonica per il suo approccio quantomeno inusuale alla materia (più fumo che arrosto, però, nel suo intervento…).
Nel complesso, dunque, un bilancio positivo: alla conferenza si sono registrati complessivamente circa 700 operatori, più del doppio dello scorso anno (anche se gli italiani sono risultati in minoranza, non superando il 40 % degli iscritti). Comprensibilmente soddisfatto del risultato, l’organizzatore Maurizio Clemente punta a un altro raddoppio di presenze e promette alcune correzioni di rotta per la prossima edizione: anticipo della manifestazione ai primi di giugno (per venire incontro alle richieste di numerosi partecipanti, anche stranieri), cessione in appalto dei party in discoteca ad etichette e produttori, promozione a tappeto dell’IMC nel corso delle altre fiere specializzate che nel corso dell’anno vedono darsi appuntamento i maggiori protagonisti della scena dance mondiale.

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