Emis Killa: ‘Non amo i giri di parole e se mi critichi, vinco sempre io’

Emis Killa: ‘Non amo i giri di parole e se mi critichi, vinco sempre io’

“L’Erba cattiva non muore mai”, diceva un detto popolare. Emis Killa, si sente proprio come quell’erba cattiva, che resistendo ad ogni attacco della vita, continua imperterrita a crescere.

Classe 1989, Emiliano Giambelli, meglio noto come Emis Killa, nasce e cresce nella provincia milanese, ambiente che lo forma notevolmente. Come lui stesso racconta: “Da dove vengo io, il rap non era così tanto diffuso come poteva esserlo in città. Il mondo dei miei coetanei girava attorno alla discoteca. Fossi nato a Milano, ad esempio, il mio approccio al mondo dell’hip hop sarebbe stato diverso, ma sono fiero delle mie origini da ‘tamarro’ e non me ne vergogno”. Emiliano va dritto al sodo, senza troppi giri di parole. Ed è forse per queste sue peculiarità che si è fatto apprezzare nel mondo del rap nostrano, diventando amico di super star della rima come Fabri Fibra, i Club Dogo, Marracash e Tormento. Raggiungiamo Emis Killa, impegnato nella promozione della sua nuova fatica in studio, per parlare con lui di “L’erba cattiva”, della provincia e della sua visione della musica italiana: “Il mio approccio alla cultura hip hop è avvenuto in modo graduale. Non ho iniziato, come vuole tradizione, ascoltando la old school o i mostri sacri del genere. I Portici di Desio e il muretto di Milano sono stati la svolta per me. Sono nato in provincia e il rap non era così tanto diffuso e conosciuto. Da quando mi sono appassionato all’hip hop mi sembra di aver recuperato alla grande. La provincia sarà meno modaiola e meno mondana dalla città ma ti forma sicuramente di più. C’è molta più varietà, molta meno omologazione, meno smania di apparire. Le esperienze, rispetto a chi vive nei grandi centri sono di certo diverse, come la gente: più vera e con dei valori ben chiari in testa. Va anche detto che la città va vissuta, e tanti non lo fanno. Io ho mosso i primi passi nel rap ascoltando i Dogo, che raccontano le storie che ho potuto vivere io, nel mio paese, proprio perché hanno osservato la realtà che li circonda, e questo è importantissimo. Il rap è realtà”, afferma Emiliano. Il disco del giovane rapper contiene quindici tracce, anticipato dal singolo “Cashwoman”: “Non sono così disilluso sulle ragazze, anzi, viva le donne! Ho solo voluto prendere un po’ in giro il cliché della ragazza attratta dai soldi che, tiratissima nei club, aspetta il manager o l’imprenditore per dissanguargli il patrimonio. Quante volte è successo ai ragazzi normali di non essere ‘filati’ in discoteca da queste pseudo-modelle a caccia di denaro? Non mi piace girare attorno ai concetti, amo dire le cose come stanno, senza filtri. Non sono artefatto e non addolcisco ‘la pillola’, se ti devo dire qualcosa, lo faccio e basta. Sono così di carattere e nella vita mi riprovano per la troppa schiettezza, ma non mi interessa, non cambio. Anche i miei testi sono molto “crudi”, mi rispecchiano in pieno. Se dovessi scegliere un brano dell’album che mi rappresenta direi proprio la title track del disco. E’ un vero e proprio flusso di coscienza, un pezzo davvero introspettivo. Racconto nella mia vita, delle difficoltà del percorso che sto seguendo, complicato e per nulla facile, del non arrendersi di fronte a chi ti vuole buttare giù. Proprio come l’erba cattiva, che ricresce sempre, anche se la strappi”, prosegue l’artista. Tantissimi “featuring” in questo disco di Emiliano, che si è fatto apprezzare, all’inizio con freestyle e mixtape: “Come tanti colleghi, ho iniziato con gare di freestyle e con la produzione di mixtape. Mi sono costruito un piccolo studio in casa e con ‘Keta music’ mi sono fatto conoscere nell’ambiente. Grazie ai miei lavori sono riuscito a conoscere gli artisti che ho chiamato a collaborare per il nuovo album. Marracash per esempio, è un grande, a livello tecnico insuperabile. Tutti i rapper con i quali ho lavorato hanno arricchito e reso vari i pezzi, ed ho imparato molto da loro. Inoltre, riescono a dare anche una spinta alla scena mettendoci la faccia e producendo artisti emergenti, come fa Fibra con Entics. In futuro piacerebbe anche me riuscire ad intraprendere una strada del genere. La musica italiana in generale avrebbe bisogno di gente che crede nei nomi nuovi, ci vorrebbe una svecchiata. I talent, poi, non aiutano: non critico i ragazzi che vi partecipano ma le canzoni sono a dir poco datate e non viene lasciato spazio alla produzione testuale da parte di chi vorrebbe cimentarsi”, dice Emis. Per chi volesse vedere Emilano dal vivo, può consultare la sua .pagina Facebook ufficiale: “Sarò l’11 febbraio a Pordenone, ma girerò tutta Italia. Il mio futuro? E’ tutto in divenire. Spero che questo disco mi permetta di fare tante cose, e magari anche un megatour non sarebbe male”, conclude il rapper.



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