Processo MegaUpload, negato il rilascio su cauzione a Kim Dotcom

I giudici neozelandesi hanno respinto l'istanza di rilascio su cauzione presentata dai legali di Kim Dotcom, fondatore del sito di file sharing MegaUpload, giudicando troppo alto il rischio di fuga dell'imputato verso Paesi in cui possa garantirsi maggiore protezione sottraendosi alla giustizia. Accusato, insieme ad altri sei dirigenti dell'impresa, di cospirazione finalizzata a violazione di copyright, estorsione e riciclaggio di denaro, Dotcom (che un tempo si chiamava Schmitz e che oggi è noto anche con gli pseudonimi di Kimble e Kim Tim Jim Vestor) è nel mirino dell'FBI e del Dipartimento di Giustizia statunitense che invocano la sua estradizione alle autorità  neozelandesi.  
Sulla stampa locale, intanto, emergono altri particolari coloriti riguardanti lo stile di vita del giovane (38 anni) e spregiudicato imprenditore nato in Germania e oggi in possesso di quattro passaporti: a MegaUpload e ai suoi dirigenti sono state sequestrate oltre 20 auto di lusso, tra cui 15 Mercedes, una Lamborghini e una Rolls-Royce Phantom targata "God" (altri veicoli erano targati con nomi come "Mafia" e "Hacker"), mentre la polizia doganale di Hong Kong, dove la società ha la sua sede principale, ha sequestrato all'impresa oltre 38 milioni di dollari.
Intervistato dal quotidiano britannico Guardian, l'avvocato di Dotcom, Peter Davidson, ha escluso che il suo assistito abbia intenzione di fuggire sottraendosi al processo.  "Il suo intero patrimonio è stato congelato, tutte le sue risorse sono state sequestrate. Vive qui con sua moglie e la sua famiglia, e non ha alcuna intenzione di darsi da fare per lasciare la Nuova Zelanda".  
 

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