Non solo Sanremo: parlano Lemeleagre

Parlare con Silvio, voce e chitarra de Lemeleagre, ti fa capire che la musica italiana, vista dal suo interno, non è così alla deriva come potrebbe sembrare a prima vista. Ci sono ancora band che hanno una passione sana per le sette note e cercano di fare il loro con umiltà, riuscendo a cogliere il lato positivo anche nelle difficoltà. Abbiamo raggiunto il frontman della band originaria di Gambettola, definita "la città del ferro vecchio", in provincia di Forlì-Cesena, per parlare con lui della storia del gruppo, del modo di concepire la musica e dei progetti futuri. "La band è nata nel 1999 come terzetto, ma dall'ultimo disco in poi siamo in quattro. I membri del gruppo sono Barbara, alla batteria, Alan, al basso e voce, Jacopo, voce, tastiere e chitarra, ed io, Silvio, voce e chitarra. 'Lemeleagre' nasce da un personaggio minore della mitologia greca, Meleagre, il cui nome ci ha colpito molto e ci è sembrato subito adatto alla band", afferma il musicista. Chiediamo a Silvio come nascono i loro brani, sia melodicamente che testualmente: "Definire il genere musicale che si suona è sempre molto difficile. Posso dire che suoniamo con gli strumenti del rock, quindi batteria, basso e chitarra, e cerchiamo di fare delle canzoni, con la parte armonica e melodica migliore possibile, e dei testi all'altezza. Di solito, nasce prima la melodia, anche se non ci sono canoni precisi o canovacci che seguiamo. A volte, ad esempio sviluppiamo prima un'idea data da un riff di basso o di chitarra, e ci lavoriamo su. Non c'è sempre lo stesso spunto iniziale. Quello che comunichiamo, nei nostri brani, attinge da varie fonti: da ciò che leggiamo, sentiamo, vediamo, da discussioni tra di noi, da esperienze personali. Siamo molto attenti alla realtà che ci circonda. I testi di solito li scrivo io, ma con il supporto degli altri membri del gruppo, che sono sempre molto critici e puntuali nel sottolineare le varie cose che non funzionano e che non suonano bene.Cerchiamo di realizzare canzoni melodiche, ed è naturale che i testi debbano suonare bene, sin dal loro inizio", prosegue l'artista. L'ultimo album de Lemeleagre si intitola "Atlante", uscito negli scorsi mesi per West Link Produzioni di Alessandro Sportelli, già collaboratore di Prozac+ e Negazione: "Da due dischi a questa parte abbiamo affidato la produzione ad Alessandro (Sportelli), il quale ha lavorato con alcune band che abbiamo sempre apprezzato, come i Prozac e i Negazione. Ci siamo incontrati qualche anno fa ed è nato il nostro sodalizio, che comprende anche Alessandro Paolucci, socio di Sportelli. Cerchiamo di essere sempre sintonizzati con le novità musicali e prestiamo sempre un occhio di riguardo a ciò che viene pubblicato sia in ambito italiano che internazionale. Ultimamente, ci sono piaciute molto un paio di band che provengono dall'hardcore, Il Buio e La Crisi. Ascoltiamo anche tanti gruppi del passato, per citarne alcuni potrei dire i Trail Of Dead, i Descendent, gli At The Drive In e i Negazione ovviamente, il cui chitarrsta Roberto “Tax” Farano, ha collaborato ad 'Atlante', nostro ultimo disco, a cui partecipa anche Olly Riva degli Shandon/ The Fire per alcuni cori nella title track del disco. Attualmente stiamo promovendo il secondo singolo 'Giordano'", dice Silvio. E la dimensione live?: "Quando si suona dal vivo si è più caotici e grezzi rispetto a ciò che si sente su disco ed è la cosa che ci colpisce maggiormente, anche in altre band. Un album di solito è ragionato, è un lavoro per il quale si è dovuto riflettere parecchio. Il live permette di dare forma alla tua rabbia, alla tua gioia sicuramente in modo più aggressivo, veloce. Il nostro concerto, per forza di cose, risulta più punk e meno rock. I live portano sempre un'emozione irripetibile, proprio perché ogni volta è una situazione diversa. Può capitare che possa andar storto qualcosa, ma è il bello dell'esibirsi dal vivo. E' un momento che rimane fisso nei tuoi ricordi. Per quanto riguarda il pubblico, devo dire la verità, non ci concentriamo molto sulle persone presenti perché rischieremmo di distrarci. Siccome abbiamo il massimo rispetto per chi ci viene a vedere, cerchiamo di essere molto concentrati sulle canzoni per offrire uno spettacolo gradevole. Per adesso, abbiamo in programma un live il 3 marzo nelle Marche ed altre due in Lombardia in via di definizione. Per chi volesse venire a vederci, può consultare la nostra pagina Facebook ufficiale", ci dice il cantante. Prima di congedare Silvio, gli domandiamo in che stato di salute, per lui, si trova ora la scena italiana: "Sento molto spesso canti funebri per la musica italiana. Io, invece, voglio essere controcorrente e dire che, in questi ultimi tempi, stanno uscendo progetti interessanti, sia per quanto riguarda il sottobosco che per il mainstream. Non mi riferisco solo al rock o al punk ma parlo anche di generi come il rap. A discapito di ciò che si dice della crisi del mercato discografico, le idee non lo sono per nulla A chi sta iniziando a muovere i primi passi nel mondo musicale, suggerirei di prendere questo periodo definito 'critico', come un vantaggio: c'è totale possibilità di espressione ora, senza limitazione alcuna. Penso che sia proprio in questi momenti difficili che le arti, la musica, devono tirar fuori il massimo, anche perché diventano il modo per dare una propulsione alle cose. Per cui, buttatevi, senza pensarci troppo. Per quanto riguarda noi, vorremmo continuare a fare dischi, è il nostro desiderio più grande. Riuscire a tenere insieme quattro persone per così tanto tempo non è facile, speriamo di proseguire su questa strada e registrare a breve un nuovo disco, per il quale stiamo già realizzando nuovo materiale", conclude la voce de Lemeleagre.

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