SOPA e PIPA: dopo le proteste, futuro incerto per le due leggi Usa antipirateria

Sono rinviate a tempo indeterminato, dopo gli "scioperi" sul Web proclamati mercoledì scorso da siti come Wikipedia e le proteste pilotate da Facebook e Google (una cui petizione online ha coinvolto oltre 7 milioni di "internauti"), gli iter parlamentari al Congresso Usa sui progetti di legge Stop Online Piracy ACT (SOPA) e Protect Intellectual Property ACT (PIPA).
Uno dei relatori di quest'ultimo, il senatore democratico Harry Reid, ha comunicato venerdì scorso la decisione di posporre a data da destinarsi la delibera procedurale sul testo che avrebbe dovuto aver luogo  domani, 24 gennaio, motivandola "alla luce dei recenti eventi" che ne hanno dimostrato l'estrema impopolarità presso gli operatori del Web e l'opinione pubblica.  
"Non c'è motivo che le legittime questioni sollevate da molti a proposito di questo progetto non possano essere risolte", ha tuttavia aggiunto  mostrandosi ottimista sulla possibilità di trovare un accordo di compromesso nelle prossime settimane. Il voto di domani avrebbe dovuto aprire il dibattito del testo di legge in Senato, ma in seguito al ripensamento di molti senatori il provvedimento, nella sua forma attuale, pareva comunque destinato a essere bocciato.  
Poche ore dopo anche Lamar Smith, presidente repubblicano della Commissione Giustizia e primo promotore del SOPA, è tornato sui suoi passi decidendo di "posporre la valutazione della legislazione finché non si sarà raggiunto un più ampio consenso sulle soluzioni".

 

    Sono rinviate a tempo indeterminato, dopo gli "scioperi" sul Web proclamati mercoledì scorso da siti come Wikipedia e le proteste pilotate da Facebook e Google (una cui petizione online ha coinvolto oltre 7 milioni di "internauti"), gli iter parlamentari al Congresso Usa sui progetti di legge Stop Online Piracy ACT (SOPA) e Protect Intellectual Property ACT (PIPA).
    Uno dei relatori di quest'ultimo, il senatore democratico Harry Reid, ha comunicato venerdì scorso la decisione di posporre a data da destinarsi la delibera procedurale sul testo che avrebbe dovuto aver luogo  domani, 24 gennaio, motivandola "alla luce dei recenti eventi" che ne hanno dimostrato l'estrema impopolarità presso gli operatori del Web e l'opinione pubblica.  
    "Non c'è motivo che le legittime questioni sollevate da molti a proposito di questo progetto non possano essere risolte", ha tuttavia aggiunto  mostrandosi ottimista sulla possibilità di trovare un accordo di compromesso nelle prossime settimane. Il voto di domani avrebbe dovuto aprire il dibattito del testo di legge in Senato, ma in seguito al ripensamento di molti senatori il provvedimento, nella sua forma attuale, pareva comunque destinato a essere bocciato.  
    Poche ore dopo anche Lamar Smith, presidente repubblicano della Commissione Giustizia e primo promotore del SOPA, è tornato sui suoi passi decidendo di "posporre la valutazione della legislazione finché non si sarà raggiunto un più ampio consenso sulle soluzioni".

     

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