NEWS   |   Industria / 23/01/2012

Musica di sottofondo: meno è famosa, migliori sono gli acquisti

Musica di sottofondo: meno è famosa, migliori sono gli acquisti

In occasione dell'evento Marca dedicato alla g.d.o. e tenutosi la scorsa settimana a Bologna, Soundreef - nuova società di collecting presieduta da Davide D'Atri - ha organizzato un convegno intitolato "La musica di sottofondo e il comportamento d'acquisto", che è stato l'occasione per presentare una tesi sperimentale condotta dall'Università di Bari Aldo Moro in collaborazione con HEC Montreal. Nella tesi il Prof. Luca Petruzzellis (relatore e Professore Associato in Marketing presso l'Università di Bari) e la d.ssa Ada Palumbo hanno studiato e ricercato il fenomeno della musica di background in un reale contesto di vendita e ne hanno tratto alcune significative conclusioni, poi esplorate in una tavola rotonda coordinata dall'editore di Rockol Giampiero Di Carlo alla quale, oltre a D'Atri e a Petruzzellis, hanno partecipato Massimo Petrella di Tailoradio e l'avvocato Guido Scorza, esperto in materia di copyright e musica digitale. Il 'takeaway' cardine della ricerca rivela come la musica meno famosa, usata come sottofondo nei punti vendita in luogo di playlist compilate con brani celebri e comparabili per genere e ritmo, riesca a procurare una migliore esperienza di acquisto e, in ultima analisi, sia più efficace. Lo studio, che cita numerose indagini precedenti, anzichè concentrarsi sui generi e i ritmi ritenuti più adatti a favorire gli acquisti in-store, ha cercato di colmare un vuoto di letteratura e si è focalizzato sul trade-off tra musica famosa e non famosa. Indagando su aspetti come l'adeguatezza percepita della musica rispetto al contesto e basandosi su interviste condotte a reali consumatori in diverse fasce orarie, ripetute a nello stesso punto vendita a distanza di sette giorni nello stesso giorno della settimana, ha tratto la conclusione che i consumatori si sentano più 'ispirati' e 'determinati' con la musica meno famosa. Per contro quella più nota -  che è in grado di trasmettere sensazioni di maggiore 'attivazione' e 'vivacità' - finisce con l'attirare l'attenzione su sè stessa. Con la musica non famosa si è registrata un'attività cognitiva più intensa, con la conseguenza che in queste condizioni la determinazione nel portare a compimento gli acquisti è più alta.