MegaUpload, in carcere almeno fino a lunedì i quattro dirigenti arrestati

Resteranno in carcere almeno fino a lunedì, quando le richieste di rilascio su cauzione presentata dai loro avvocati verranno valutate dai magistrati inquirenti, Kim Dotcom  e gli altri tre dirigenti di MegaUpload arrestati in Nuova Zelanda su richiesta delle autorità statunitensi con l'accusa di concorso in attività illecite di pirateria online.  
Gli imputati sono già apparsi davanti al giudice: secondo fonti neozelandesi, tuttavia, le eventuali procedure di estradizione potrebbe durare più di un anno.  


Gli organi di stampa locali hanno raccontato che negli uffici e nelle dimore private dei quattro, a  Auckland e dintorni, sono stati rinvenuti e sequestrati  auto di lusso, opere d'arte, due armi da fuoco e denaro contante per oltre 8 milioni di dollari. Davanti a fotografi e operatori tv, il trentasettenne Kim Dotcom (che ha residenza a Hong Kong e Nuova Zelanda e doppia cittadinanza in Germania e Finlandia) ha ribattuto di non avere nulla da nascondere. Il suo arresto e quello dei suoi collaboratori (due di nazionalità tedesca e uno di nazionalità olandese) sono stati stigmatizzati dall'Electronic Frontier Foundation come un provvedimento che "pone un precedente inquietante. Se gli Stati Uniti possono catturare un cittadino olandese in Nuova Zelanda, quale sarà il prossimo passo?".

MegaUpload, il più popolare tra i cyberlocker che permettono di caricare e prelevare dalla rete file di grosse dimensioni vantava, fino alla chiusura avvenuta ieri, 150 milioni di utenti registrati nel mondo. La grande maggioranza di tali contenuti - musica, film, programmi tv, giochi - secondo le organizzazioni di categoria dell'industria dell'intrattenimento - verrebbe tuttavia scambiata in violazione della legge che protegge i copyright.


In Italia, ha spiegato l'associazione dei discografici FIMI, il cyberlocker era utilizzato regolarmente da circa 1,7 milioni di persone (990 mila, invece, gli utenti di eMule). "MegaUpload", sostiene l'organizzazione dei discografici, "spesso veniva utilizzato per veicolare copie illegali di album non ancora rilasciati ufficialmente ( pre-release). In Italia, per esempio, i due casi più eclatanti di diffusione illecita di materiale non ancora ufficiale hanno riguardato il brano di solidarietà "Domani 21.04.09"  Artisti Uniti per l’Abruzzo e l’album di Laura Pausini 'Inedito' ".
 

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