Blitz antipirateria in Usa: chiuso MegaUpload, arrestato il titolare

Non ha portato bene, a MegaUpload, la canzone/video promozionale postata su YouTube con il contorno di volti e voci celebri del mondo musicale - e non solo - americano, da Kanye West a Will.i.am. (il cui avvocato ha tuttavia sempre negato il coinvolgimento volontario del suo assistito).  Nella notte, su mandato di un tribunale della Virginia (dove si trovano alcuni dei suoi server) e del Dipartimento di Giustizia, gli agenti federali dell'FBI  hanno disposto la chiusura del sito, mentre  il titolare della società Kim Dotcom (vero nome Kim Schmitz) e altri tre dirigenti sono stati arrestati in Nuova Zelanda  con l'accusa di avere violato le leggi federali sulla pirateria e di avere provocato danni per oltre 500 milioni di dollari attraverso la distribuzione illegale di musica, film e altri contenuti protetti (altre due persone sono per il momento a piede libero).


Da tempo nel centro del mirino dell'IFPI e delle case discografiche, MegaUpload si è sempre difesa sostenendo che la grande maggioranza del "traffico" e degli scambi che avvengono sul sito sono legali, respingendo le accuse di favoreggiamento della pirateria come "grottescamente esagerate" e offrendo all'industria dell'entertainment la propria collaborazione. La società, che ha sede a Hong Kong, funziona come un "cyberlocker", uno spazio Internet in cui gli utenti possono caricare e prelevare file troppo pesanti per essere scambiati via posta elettronica; in maggior parte, secondo le accuse, si tratterebbe di canzoni, film, programmi tv e giochi e da cui MegaUpload trae profitto incassando canoni di abbonamento dai clienti che desiderano contenuti extra e un accesso più rapido alla rete  (l'accusa ha stimato in 42 milioni di dollari i guadagni realizzati da Kim Dotcom nel corso del solo 2010). 

 
La notizia del blitz contro MegaUpload si inserisce nel contesto delle polemiche che stanno accompagnando la discussione al Congresso delle nuove leggi antipirateria note con gli acronimi di SOPA e PIPA. E le reazioni non si sono fatte attendere:  due organizzazioni di hackers, Anonymous e AnonOps, hanno rivendicato separatamente gli attacchi informatici che nella notte hanno bloccato temporaneamente il funzionamento dei siti del Dipartimento di Giustizia, della Recording Industry Association of America (RIAA), della Motion Picture Association of America (MPAA), della società di collecting BMI e delle  major Warner Music e Universal, quest'ultima direttamente impegnata in una lite in tribunale con MegaUpload.

Poco fa una nuova versione di MegaUpload è già ricomparsa in rete, per ora senza un dominio ma con un indirizzo IP. "Stiamo lavorando per tornare in piena attività", anticipano i nuovi gestori della piattaforma invitando i fan a condividere l'indirizzo sui social network.
 


       

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