Peter Gabriel, Radiohead, Trent Reznor: tutti contro 'SOPA'

Peter Gabriel, Radiohead, Trent Reznor: tutti contro 'SOPA'

Sostenuti dall'industria discografica (RIAA) e cinematografica (MPAA) americana, i progetti di legge Stop Online Piracy Act (SOPA) e Protect Intellectual Property Act (PIPA) incontrano forti resistenze nella comunità artistica internazionale (oltre che nel mondo del Web, alla Casa Bianca e anche in seno al Congresso).
Peter Gabriel, ad esempio, ha aderito al black out di protesta allestito ieri da siti come Reddit e Wikipedia oscurando a sua volta il suo sito Internet ufficiale e pubblicando un messaggio in cui sostiene che "quest'anno sarà un anno assolutamente cruciale per il destino dei diritti digitali e delle libertà su Internet”. “Noi”, ha spiegato il cantante e musicista inglese, “appoggiamo con forza la campagna sia contro il Protect IP Act che contro lo Stop Online Piracy Act". Da parte loro, i Radiohead hanno pubblicato una sorta di "striscione" anti-PIPA nella home page del loro sito, mentre MC Hammer, Amir "Questlove" Thompson dei Roots, Moby e il dj milanese Benny Benassi hanno preso posizione contro le due leggi attraverso Twitter.
Altri ancora, come Trent Reznor, Amanda Palmer e gli OK Go hanno affidato i loro pensieri a una  lettera aperta firmata da musicisti, attori, registi e produttori.  "Come professionisti del settore creativo", recita il documento, “sperimentiamo a livello strettamente personale il problema della violazione dei copyright. La pirateria a fini commerciali è profondamente iniqua e i leaks dilaganti di film e opere musicali non ancora pubblicate interferiscono regolarmente con l'integrità delle nostre creazioni". Per questo, spiegano i firmatari della lettera, "siamo grati per le misure che i legislatori hanno adottato per proteggere le nostre opere", aggiungendo però che "noi, come il resto della società, abbiamo tratto enormi benefici da un Internet libero e aperto che ci consente di entrare in contatto con i nostri fan e di raggiungere nuovo pubblico. Grazie a servizi media come Facebook, Twitter e YouTube possiamo comunicare direttamente con milioni di fan e interagire con loro in modi che sarebbero stati inimmaginabili solo qualche anno fa".
 

    Sostenuti dall'industria discografica (RIAA) e cinematografica (MPAA) americana, i progetti di legge Stop Online Piracy Act (SOPA) e Protect Intellectual Property Act (PIPA) incontrano forti resistenze nella comunità artistica internazionale (oltre che nel mondo del Web, alla Casa Bianca e anche in seno al Congresso).
    Peter Gabriel, ad esempio, ha aderito al black out di protesta allestito ieri da siti come Reddit e Wikipedia oscurando a sua volta il suo sito Internet ufficiale e pubblicando un messaggio in cui sostiene che "quest'anno sarà un anno assolutamente cruciale per il destino dei diritti digitali e delle libertà su Internet”. “Noi”, ha spiegato il cantante e musicista inglese, “appoggiamo con forza la campagna sia contro il Protect IP Act che contro lo Stop Online Piracy Act". Da parte loro, i Radiohead hanno pubblicato una sorta di "striscione" anti-PIPA nella home page del loro sito, mentre MC Hammer, Amir "Questlove" Thompson dei Roots, Moby e il dj milanese Benny Benassi hanno preso posizione contro le due leggi attraverso Twitter.
    Altri ancora, come Trent Reznor, Amanda Palmer e gli OK Go hanno affidato i loro pensieri a una  lettera aperta firmata da musicisti, attori, registi e produttori.  "Come professionisti del settore creativo", recita il documento, “sperimentiamo a livello strettamente personale il problema della violazione dei copyright. La pirateria a fini commerciali è profondamente iniqua e i leaks dilaganti di film e opere musicali non ancora pubblicate interferiscono regolarmente con l'integrità delle nostre creazioni". Per questo, spiegano i firmatari della lettera, "siamo grati per le misure che i legislatori hanno adottato per proteggere le nostre opere", aggiungendo però che "noi, come il resto della società, abbiamo tratto enormi benefici da un Internet libero e aperto che ci consente di entrare in contatto con i nostri fan e di raggiungere nuovo pubblico. Grazie a servizi media come Facebook, Twitter e YouTube possiamo comunicare direttamente con milioni di fan e interagire con loro in modi che sarebbero stati inimmaginabili solo qualche anno fa".
     

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