Stati Uniti, si spacca il fronte del Congresso sulle leggi antipirateria

Il black out di protesta messo in scena ieri (18 gennaio) da Wikipedia, Reddit e altri siti Internet americani contro le leggi Stop Online Piracy Act (SOPA) e Protect Intellectual Property Act (PIPA) che intendono offrire nuovi strumenti di lotta alla pirateria online ma che molti accusano di contenere norme liberticide, sembra avere smosso le coscienze in seno al Congresso americano.
Risulta infatti che diversi promotori del PIPA (in votazione al Senato il 24 gennaio), tra cui il senatore della Florida Marco Rubio,  quello del Missouri Roy Blunt e quello dello Utah Orrin Hatch, abbiano ritirato la loro firma dal progetto di legge, e che altrettanto abbia fatto relativamente al SOPA il deputato dell'Arizona Ben Quayle.  
Rubio ha anticipato la sua decisione con un post su Facebook, nel quale premette che "come senatore della Florida, uno stato con un'ampia presenza di artisti, creativi e imprese legate alla creazione della proprietà intellettuale, ho un forte interesse nel fermare la pirateria online che costa allo stato numerosi posti di lavoro", ma aggiunge che "dobbiamo farlo promuovendo simultaneamente un ambiente dinamico e aperto su Internet, maturo per l'innovazione e l'adozione di nuove tecnologie".
Manifestando una posizione analoga a quella enunciata dal presidente Barack Obama e dal suo staff, Rubio sostiene la necessità "di prendere più tempo per valutare i problemi sollevati da tutte le parti in causa, ed elaborare una nuova legislazione che permetta di far fronte alla pirateria su Internet e allo stesso tempo di proteggere l'accesso libero e gratuito alla rete".
Mentre diversi altri parlamentari  hanno annunciato il ritiro del loro appoggio ai due progetti di legge, il sentore del Texas Lamar Smith, primo architetto del SOPA e presidente della Commissione Giustizia del Senato, resta fermo sulle sue posizioni: "E' facile far leva sulla paura, sviare l'attenzione dai problemi e falsificare la realtà. Se leggessero il documento si sentirebbero tutti rassicurati", ha dichiarato al Wall Street Journal. "Ovviamente, in questo progetto non c'è alcun tipo di censura. Non è censura cercare di fermare un'attività illegale. E' quella l'unica cosa che vogliamo: impedire le attività illegali che provengono da siti stranieri".
 

    Il black out di protesta messo in scena ieri (18 gennaio) da Wikipedia, Reddit e altri siti Internet americani contro le leggi Stop Online Piracy Act (SOPA) e Protect Intellectual Property Act (PIPA) che intendono offrire nuovi strumenti di lotta alla pirateria online ma che molti accusano di contenere norme liberticide, sembra avere smosso le coscienze in seno al Congresso americano.
    Risulta infatti che diversi promotori del PIPA (in votazione al Senato il 24 gennaio), tra cui il senatore della Florida Marco Rubio,  quello del Missouri Roy Blunt e quello dello Utah Orrin Hatch, abbiano ritirato la loro firma dal progetto di legge, e che altrettanto abbia fatto relativamente al SOPA il deputato dell'Arizona Ben Quayle.  
    Rubio ha anticipato la sua decisione con un post su Facebook, nel quale premette che "come senatore della Florida, uno stato con un'ampia presenza di artisti, creativi e imprese legate alla creazione della proprietà intellettuale, ho un forte interesse nel fermare la pirateria online che costa allo stato numerosi posti di lavoro", ma aggiunge che "dobbiamo farlo promuovendo simultaneamente un ambiente dinamico e aperto su Internet, maturo per l'innovazione e l'adozione di nuove tecnologie".
    Manifestando una posizione analoga a quella enunciata dal presidente Barack Obama e dal suo staff, Rubio sostiene la necessità "di prendere più tempo per valutare i problemi sollevati da tutte le parti in causa, ed elaborare una nuova legislazione che permetta di far fronte alla pirateria su Internet e allo stesso tempo di proteggere l'accesso libero e gratuito alla rete".
    Mentre diversi altri parlamentari  hanno annunciato il ritiro del loro appoggio ai due progetti di legge, il sentore del Texas Lamar Smith, primo architetto del SOPA e presidente della Commissione Giustizia del Senato, resta fermo sulle sue posizioni: "E' facile far leva sulla paura, sviare l'attenzione dai problemi e falsificare la realtà. Se leggessero il documento si sentirebbero tutti rassicurati", ha dichiarato al Wall Street Journal. "Ovviamente, in questo progetto non c'è alcun tipo di censura. Non è censura cercare di fermare un'attività illegale. E' quella l'unica cosa che vogliamo: impedire le attività illegali che provengono da siti stranieri".
     

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