Usa: Obama si oppone, sorte segnata per la legge contro i pirati online?

Mentre siti americani come Reddit e Wikipedia si apprestavano a mettere in atto il loro black out di 24 ore contro la possibile approvazione da parte del Congresso Usa del Stop Online Piracy Act (SOPA), il presidente degli Stati Uniti Barack Obama ha ribadito la sua contrarietà al provvedimento decretando, secondo l'autorevole Forbes, la morte prematura del progetto di legge antipirateria proposto dal senatore repubblicano del Texas Lamar Smith (almeno così come lo si è conosciuto fino ad oggi).
"Qualunque provvedimento che riguardi gli intermediari di Internet come i network pubblicitari online, i gestori dei pagamenti in rete o i motori di ricerca deve essere trasparente e concepito in modo tale da impedire all'ampia tutela dei diritti privati di generare liti ingiustificate e di scoraggiare la crescita di start up e imprese innovative", spiega una nota diramata dalla Casa Bianca. "Incoraggiamo tutte le parti private, inclusi i creatori di contenuti e i fornitori di piattaforme Internet, a lavorare insieme, ad adottare misure prese di comune accordo e a mettere in pratica i comportamenti che possano ridurre la pirateria online".
Il SOPA è apertamente sostenuto da associazioni come la Motion Picture Association of America MPAA), la Entertainment Software Association (ESA) e la Recording Industry Association of America (RIAA) nonché da imprenditori come Rupert Murdoch, che nei giorni scorsi - tramite Twitter - aveva accusato esplicitamente Obama (e Google) di fare gli interessi dei pirati.  
Un progetto di legge parallelo, noto con il nome di "Protetc IP" (PIPA) e a sua volta contrastato dal presidente americano, deve essere discusso in Senato il prossimo 24 gennaio. Entrambi gli apparati normativi intendono impedire a società come Google e Yahoo! di indirizzare gli utenti della Rete verso siti (prevalentemente stranieri) che distribuiscono contenuti illegali, e assegnano ai detentori dei copyright la facoltà di richiedere ai tribunali un'ingiunzione che ne blocchi tempestivamente l'attività.  
 

    Mentre siti americani come Reddit e Wikipedia si apprestavano a mettere in atto il loro black out di 24 ore contro la possibile approvazione da parte del Congresso Usa del Stop Online Piracy Act (SOPA), il presidente degli Stati Uniti Barack Obama ha ribadito la sua contrarietà al provvedimento decretando, secondo l'autorevole Forbes, la morte prematura del progetto di legge antipirateria proposto dal senatore repubblicano del Texas Lamar Smith (almeno così come lo si è conosciuto fino ad oggi).
    "Qualunque provvedimento che riguardi gli intermediari di Internet come i network pubblicitari online, i gestori dei pagamenti in rete o i motori di ricerca deve essere trasparente e concepito in modo tale da impedire all'ampia tutela dei diritti privati di generare liti ingiustificate e di scoraggiare la crescita di start up e imprese innovative", spiega una nota diramata dalla Casa Bianca. "Incoraggiamo tutte le parti private, inclusi i creatori di contenuti e i fornitori di piattaforme Internet, a lavorare insieme, ad adottare misure prese di comune accordo e a mettere in pratica i comportamenti che possano ridurre la pirateria online".
    Il SOPA è apertamente sostenuto da associazioni come la Motion Picture Association of America MPAA), la Entertainment Software Association (ESA) e la Recording Industry Association of America (RIAA) nonché da imprenditori come Rupert Murdoch, che nei giorni scorsi - tramite Twitter - aveva accusato esplicitamente Obama (e Google) di fare gli interessi dei pirati.  
    Un progetto di legge parallelo, noto con il nome di "Protetc IP" (PIPA) e a sua volta contrastato dal presidente americano, deve essere discusso in Senato il prossimo 24 gennaio. Entrambi gli apparati normativi intendono impedire a società come Google e Yahoo! di indirizzare gli utenti della Rete verso siti (prevalentemente stranieri) che distribuiscono contenuti illegali, e assegnano ai detentori dei copyright la facoltà di richiedere ai tribunali un'ingiunzione che ne blocchi tempestivamente l'attività.  
     

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