Debutta Kevin: a lanciarlo non è una casa discografica, ma Wind

Il mercato è depresso, gli investimenti sui nuovi talenti ridotti all’osso, gli spazi promozionali sempre più esigui: capita così (e probabilmente capiterà anche in futuro) che il lancio di una giovane e sconosciuta rock band che canta in inglese passi attraverso uno spot promozionale in TV e il connubio con un noto operatore telefonico, da qualche tempo particolarmente intraprendente sul fronte delle promozioni musicali.
Protagonista dell’operazione in questione, che vede collaborare il “terzo gestore” italiano Wind con la R.A.M. di Roberto Arcadu, è Marco Bosco in arte Kevin, autore e compositore bilingue alla guida di un trio rodatosi in diversi anni di attività live (a Londra ma anche in Italia, dove il gruppo ha fatto da spalla a una tournée dei Bush un paio di anni fa). Il loro singolo di debutto “Time” sarà la colonna sonora di uno spot televisivo legato all’offerta commerciale “WoWind”, rivolta alla fascia di utenza più giovane e illustrata oggi, mercoledì 6 giugno, nel corso di una conferenza stampa a Milano: il mini CD, contenente altri tre brani, sarà distribuito in omaggio nel “package” complessivo legato all’offerta, composto da un telefono portatile, uno zainetto PickWick e una carta prepagata da 50mila lire e 50 SMS gratuiti. All’operatore di telefonia, dunque, la soddisfazione di iniziare a proporsi come fornitore e promotore diretto di contenuti “musicali”; per l’ambizioso trio (che ha offerto un saggio delle sue capacità musicali nel corso di una breve esibizione acustica) e il suo manager-produttore Roberto Arcadu la possibilità di usufruire di una prima distribuzione (180mila copie) e di un budget d’investimento (2 miliardi e mezzo di lire) impensabili anche per artisti molto più affermati. Resta il dubbio di un’operazione promozionale fine a se stessa, costruita intorno a una musica accattivante e a un videoclip in stile pubblicitario destinato anche alle reti musicali Viva e MTV: “Non è così”, assicura Arcadu; “Kevin è anche e soprattutto un vero progetto musicale a cui lavoro ormai da tre anni. Esaurita questa prima fase di lancio, ricorreremo a tutti i veicoli consueti – promozionali e distributivi – per sviluppare il gruppo in collaborazione con una casa discografica tradizionale. Ma per garantirsi una visibilità così forte fin dall’inizio, non credo fosse oggi disponibile una soluzione migliore”.
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