Wikipedia & C: domani i siti Usa in sciopero contro la legge antipirateria

Il nome di Wikipedia (insieme a quelli di Reddit, sito di "social news" promotore dell'iniziativa, di Mozilla, di Wordpress, di Free Press e di altri siti Internet americani, una trentina in tutto) figura ufficialmente nella lista, pubblicata sul sito Sopastrike.com, di coloro che domani, 18 gennaio, intendono opporsi con un clamoroso sciopero/black out alla possibile approvazione da parte del Parlamento americano della contestata legge antipirateria nota come Stop Online Piracy Act (SOPA, in breve).
Il 24 gennaio, infatti, lo stesso Congresso deve votare il passaggio in Senato del testo di legge che gli oppositori (e tra essi numerosi siti, Internet Service Provider e società tecnologiche) ritengono liberticida: "Dobbiamo sopprimerlo", si legge sul sito Sopastrike.com, "per proteggere i nostri diritti alla libertà di espressione, alla privacy e alla prosperità".
Presentato il 26 ottobre 2011 alla Camera dei Rappresentanti dal deputato repubblicano texano Lamar Smith e appoggiato dalle maggiori associazioni di categoria dell'industria dell'intrattenimento, il SOPA, se approvato, consentirebbe ai titolari dei copyright statunitensi di intervenire direttamente in tribunale a tutela dei propri diritti, ottenendo in tempi rapidi un'ingiunzione che imponga a ISP e siti il blocco immediato della diffusione dei contenuti ritenuti lesivi.

Secondo le indiscrezioni diffuse da alcuni blog (ma finora non confermate), allo sciopero, consistente nello "spegnimento" per 24 ore dei siti, potrebbero unirsi altri colossi della rete come Facebook e Google. Quest'ultimo è stato accusato nei giorni scorsi da Rupert Murdoch, boss di News Corp., di essere il primo promotore della pirateria online. Le accuse del magnate australiano dei media non hanno risparmiato neppure il presidente americano Barack Obama, la cui amministrazione ha espresso perplessità nei confronti della proposta di legge avanzata da Lamar.
 

    Il nome di Wikipedia (insieme a quelli di Reddit, sito di "social news" promotore dell'iniziativa, di Mozilla, di Wordpress, di Free Press e di altri siti Internet americani, una trentina in tutto) figura ufficialmente nella lista, pubblicata sul sito Sopastrike.com, di coloro che domani, 18 gennaio, intendono opporsi con un clamoroso sciopero/black out alla possibile approvazione da parte del Parlamento americano della contestata legge antipirateria nota come Stop Online Piracy Act (SOPA, in breve).
    Il 24 gennaio, infatti, lo stesso Congresso deve votare il passaggio in Senato del testo di legge che gli oppositori (e tra essi numerosi siti, Internet Service Provider e società tecnologiche) ritengono liberticida: "Dobbiamo sopprimerlo", si legge sul sito Sopastrike.com, "per proteggere i nostri diritti alla libertà di espressione, alla privacy e alla prosperità".
    Presentato il 26 ottobre 2011 alla Camera dei Rappresentanti dal deputato repubblicano texano Lamar Smith e appoggiato dalle maggiori associazioni di categoria dell'industria dell'intrattenimento, il SOPA, se approvato, consentirebbe ai titolari dei copyright statunitensi di intervenire direttamente in tribunale a tutela dei propri diritti, ottenendo in tempi rapidi un'ingiunzione che imponga a ISP e siti il blocco immediato della diffusione dei contenuti ritenuti lesivi.

    Secondo le indiscrezioni diffuse da alcuni blog (ma finora non confermate), allo sciopero, consistente nello "spegnimento" per 24 ore dei siti, potrebbero unirsi altri colossi della rete come Facebook e Google. Quest'ultimo è stato accusato nei giorni scorsi da Rupert Murdoch, boss di News Corp., di essere il primo promotore della pirateria online. Le accuse del magnate australiano dei media non hanno risparmiato neppure il presidente americano Barack Obama, la cui amministrazione ha espresso perplessità nei confronti della proposta di legge avanzata da Lamar.
     

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