“Mi metto in contrasto con i gusti di chi si aspetta da un disco pop una certa linearità", ha raccontato Raf a Rockol. " ‘Iperbole’ è una somma di tutto quello che ho fatto in questi anni, è una sintesi di tutto il mio passato; quindi a differenza di quanto era successo con ‘La prova’, in cui la mia volontà di suonare la chitarra e di usare strumenti vintage era il mio obbiettivo principale, questa volta lo stacco è meno forte.” Eppure, non mancando brani pop, Raf si avvicina sempre più al rock e non solo: “Forse mi sto allontanando sempre più dal pop anche se mi piace scrivere apparentemente facili canzoni d’amore. Certo in ‘Assolti’ ho sperimentato una sorta di rap, anche se questo non è il termine più esatto per definire la tecnica che ho usato. L’ho inventata per cercare di dire più cose. Stare stretti in una metrica definita è più difficile, specialmente quando si devono trattare argomenti importanti. Il rap è parlato, qui invece c’è una linea melodica anche se su una nota di base con piccole variazioni”.
Nella sua carriera Raf ha spesso collaborato con altri artisti e anche questa volta non si sottrae a sperimentare e vivere il confronto, in questo caso con Max Gazzé: “Io e Max siamo molto diversi, ma in realtà abbiamo un passato molto simile: lui era come me il bassista di una band new wave, poi abbiamo scoperto di avere due figli con gli stessi nomi... lui è molto divertente e anch’io, anche se sembra strano, lo sono. Un giorno eravamo in studio e ci siamo messi a suonare io la chitarra lui il basso. Così è nata ‘Troppo sensibile ’”.
E sensibile Raffaele lo è sicuramente in particolare dopo la nascita, sette mesi fa, del secondogenito: “La nascita di un figlio ti fa riflettere. Per me che vivo ormai in esilio domestico, la fonte d’ispirazione si riduce al mio nucleo familiare e se devo parlare d’altro devo spaziare con la fantasia. Avere dei bambini mi ha reso sempre più apprensivo per un futuro incerto, come ho spiegato in ‘Iperbole’”