Bertelsmann conferma l'acquisto di MyPlay.com

Bertelsmann conferma l'acquisto di MyPlay.com
La multinazionale tedesca ha confermato di avere acquisito la californiana MyPlay, come alcune fonti ufficiose avevano anticipato nella giornata di martedì 29 maggio (vedi news). Nel diffondere ufficialmente la notizia, i portavoce di Bertelsmann hanno spiegato che l’acquisizione è finalizzata ad incrementare gli introiti della divisione musicale BMG, integrando la vendita dei CD con quella di musica digitale e sfruttando la competenza e le tecnologie sviluppate da MyPlay nel campo dei servizi di distribuzione musicale in abbonamento. I piani annunciati dalla holding tedesca prevedono il raggruppamento della stessa MyPlay, dei club di vendita mail order, del sito di e-commerce CDNow e dell’unità del gruppo dedita allo sviluppo di tecnologie digitali in un’unica divisione chiamata BeMusic, a partire dal 1° luglio prossimo. Le aziende che faranno parte della divisione stessa generano oggi un fatturato annuo globale di un miliardo di dollari, secondo le cifre fornite dalla stessa Bertelsmann. Secondo fonti ufficiose, anche Napster dovrebbe entrare a far parte di BeMusic nel momento in cui si trasformerà in un servizio a pagamento che garantisce la protezione dei copyright e quando Bertelsmann convertirà il prestito concesso all’azienda californiana in una quota di proprietà.
MyPlay è stata fondata da due ex manager della Apple Computer, Doug Camplejohn e David Pakman, ma si era trovata recentemente in grosse difficoltà finanziarie che l’avevano costretta a licenziare parte del personale. Il servizio offerto dalla Web company, che permette di copiare, archiviare ed ascoltare musica on-line, conta attualmente su 5 milioni di utenti: a differenza dell’analogo My.MP3.com non è mai stato contestato in tribunale, in quanto non utilizza repertorio delle major per il quale non sono state concesse licenze. Fornendo ulteriori dettagli sull’operazione, il presidente e amministratore delegato del gruppo eCommerce di Bertelsmann, Andreas Schmidt, ha detto che non sono in programma ulteriori acquisizioni a breve termine. Senza citare esplicitamente MP3.com, Schmidt non ha mancato di lanciare una frecciata al rivale Vivendi Universal, sostenendo che Bertelsmann “ha pagato una frazione del prezzo (30 milioni di dollari, secondo fonti ufficiose, ndr) versato da una società concorrente in cambio di un servizio analogo e di un pacchetto tecnologico di contenuto più limitato”: quello che Schmidt ha omesso di dire, però, è che MP3.com può vantare un marchio assai più conosciuto e una base di utenti (40 milioni di navigatori Internet) ben più consistente di quella di MyPlay.
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