Bertelsmann risponde a Vivendi Universal e compra MyPlay.com

Bertelsmann risponde a Vivendi Universal e compra MyPlay.com
Continuano le grandi manovre delle major mondiali dell’intrattenimento nel tumultuoso mercato della musica on-line. A fare l’ultima mossa è l’intraprendente Bertelsmann di Thomas Middelhoff, che dovrebbe annunciare nelle prossime ore l’acquisizione di MyPlay.com, Web company americana titolare di un software che consente agli utenti della rete di costruirsi collezioni personalizzate di musica da ascoltare on-line. La divisione e-commerce del gruppo tedesco avrebbe perfezionato l’acquisto di MyPlay.com, secondo fonti ufficiose, per una somma vicina ai 30 milioni di dollari (circa 67 miliardi e mezzo di lire), entrando così in possesso di un programma che consente ai navigatori della rete di crearsi una “cassetta di sicurezza” on-line dove archiviare e prelevare le canzoni che desiderano di volta in volta ascoltare: un servizio analogo, dunque, a quello fornito da MP3.com, appena acquistata dal diretto rivale Vivendi Universal (vedi news), con cui sembra profilarsi a questo punto un faccia a faccia diretto per la leadership nel settore della distribuzione musicale on-line (la corporation francese ha da poco rilevato anche la proprietà del sito EMusic, vedi news). Secondo voci raccolte nell’ambiente, Bertelsmann avrebbe presso anch’essa in considerazione l’opportunità di acquistare MP3.com, ma il prezzo proposto per l’operazione (350 milioni di dollari, inferiore a quello pagato da Vivendi) sarebbe stato giudicato eccessivo in quanto non inclusivo di una piattaforma tecnologica sviluppata in proprio dalla società di Michael Robertson.
Per Bertelsmann, che vanta già un accordo di collaborazione con Napster (leader incontrastata nel “file sharing”, vedi news) e la proprietà di CDNow (e-commerce tradizionale), l’aggiunta di MyPlay.com al portafoglio di società controllate significa l’inserimento di un’altra pedina importante nella strategia di espansione nel mondo della distribuzione digitale, considerando che la società porterebbe in dote anche la tecnologia per sviluppare servizi di sottoscrizione musicale. Né una né l’altra compagnia hanno per il momento commentato la notizia diffusa dai maggiori organi di stampa del Web, ma la conferma, come si diceva, dovrebbe essere imminente.
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